Giampilieri. ”Alluvione assassina” 2009, domani la commemorazione delle 37 vittime

MESSINA – Domani, 1. ottobre, a Giampilieri Superiore, manifestazione per la commemorazione delle 37 vittime della tragica alluvione che sconvolse nel 2009 Giampilieri, Scaletta, Altolia, Santa Margherita, Molino e Guidomandri.  Alle 18 sarà celebrata una messa e a seguire il film di Marco Dentici ”Caldo grigio, caldo nero”, che è stato presentato quest’anno alla mostra del cinema di Venezia. A conclusione un collegamento video con la Permanente di Milano, dove si svolgerà un dibattito sul tema ”La cultura della sicurezza”. A Giampileri è stato invitato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
Sono trascorsi due anni da quel 1° ottobre 2009 in cui, insieme a una valanga di pioggia, sulle comunità a Sud di Messina si è riversato un mare di fango. Una tragedia che ha fatto contare 31 morti e 6 dispersi segnando in maniera indelebile la vita di migliaia di persone, vittime innocenti di colpevoli negligenze. Ed ancora non è stato individuato nessun responsabile, mentre per la ricostruzione non sono arrivati i soldi promessi.
Di quel 1. ottobre 2009, rimane il dolore e la vista del fango sulle case, dentro le case, sui corpi, fango in bocca e poi giù per le strade e su per i palazzi. Fango dalle montagne. Fango nel mare e nei ruscelli. Anche il cielo, talvolta sembra di fango. Fango nel cuore.
Succede assai spesso in Italia. È successo a Giampilieri nel 2007. E ancora, più dolorosamente, il 1° ottobre 2009: quel giorno il cielo si è tinto di fango a Scaletta, Briga, Molino, Pezzolo, Altolia, Itala, Giampilieri.
Quel fango ci è entrato nel cuore. E ha lavorato: ci ha prima ferito, poi ha tentato di soffocarci, infine ha plasmato un’idea, quella del Museo del Fango, non solo qualcosa che ricordasse le vittime innocenti di quel maledetto 1° ottobre ma una scommessa per il futuro di quel territorio, un progetto che, attraverso l’arte, potesse spostare in avanti la qualità della vita, le aspettative dei suoi giovani, le prospettive in termini turistici e culturali del territorio.
In questi due anni l’Associazione F.A.N.G.O. (Fondazione Artisti Nutrimento Grande Opera), non solo ha realizzato il Museo del Fango (su un’idea del suo direttore, Michele Cannaò) grazie alla generosità di artisti, scrittori, fotografi, musicisti, poeti, teatranti e cineasti che hanno donato la loro opera, ma ha creato contestualmente decine di eventi d’arte, mostre, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche, incontri con la letteratura e convegni per impedire che la tragedia del 1° ottobre 2009 fosse dimenticata, per evitare che altre ne seguano, perché le vittime di questa come di altre sciagure che hanno colpito il nostro territorio hanno bisogno di non sentirsi sole.
È questa l’ottica in cui si è fin qui mosso il Museo del Fango.
Dal fango che ha distrutto e continua a distruggere intere comunità, ed è giunto nel cuore e nelle menti, non ci si ripulirà solo con nuove case, un po’ più in là, o con la solidarietà (quando c’è) ma con la forza e la dinamica delle idee. Ecco perché era, ed è, necessario, soprattutto dove non c’era nulla, creare un luogo di raccolta, di organizzazione, di preparazione, di diffusione, di sperimentazione, di rinnovamento delle idee.

 

Leave a Response