Scaletta. Istituto Comprensivo, Munafò risponde a Trimarchi: “Sorpresa e turbata dalle sue dichiarazioni”

SCALETTA – In merito alla querelle sulla reggenza dell’Istituto Comprensivo di Scaletta Zanclea, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota inviataci dalla professoressa Venera Munafò in risposta all’attuale reggente dell’Istituto, il prof. Enzo Trimarchi.

“Sono sorpresa e allo steso tempo turbata dalle inattese dichiarazioni del prof. Trimarchi verso il quale non ho mai fatto alcun riferimento in quanto altri sono i miei interlocutori. Eppure, il predetto collega sente il bisogno di scendere nella contesa attribuendo la mia mancata reggenza a Scaletta a presunte incompatibilità ambientali da ritenere invece inesistenti perché altrimenti mi sarebbero state contestate. Delle due l’una. Se l’affermazione è incauta e infondata è chiarissimo il tentativo di ledere la mia immagine e reputazione e quindi agirò nei suoi confronti come la legge mi consente, se invece il prof. Trimarchi è a conoscenza di atti che mi riguardano e mai comunicati, come le norme sulla trasparenza impongono, non mancherò di tutelarmi contro coloro che ricevuti i miei reclami mai hanno risposto e mai hanno motivato la mancata concessione della reggenza come da me legittimamente richiesto, mentre al contrario diffondono notizie riservate. Da diverse parti sociali ed Enti istituzionali mi sono pervenuti attestati di stima e di solidarietà: l’esatto contrario di ciò che il prof. Trimarchi assume nelle sue dichiarazioni. Non c’è mai stata incompatibilità, ma anzi apprezzamento e stima. In questa vicenda, dagli aspetti inquietanti, non chiedo altro che il rispetto della legge, delle regole e conoscere le ragioni per le quali la reggenza mi è stata negata; non ho interessi personali da far valere se non quelli riconosciuti dalla Legge. Chi di dovere, che non mancherò di sollecitare con ogni mezzo giuridicamente consentito, dovrà mettere, nero su bianco, le ragioni per le quali non spetterebbe a me la reggenza dell’Istituto Comprensivo di Scaletta. 
Questo impone il rispetto di precise norme non derogabili, l’attuale silenzio dell’Ente preposto alla decisione (silenzio solo alle mie richieste visto che il collega Trimarchi appare ben informato) conferma le mie inquietudini e rafforza i miei propositi di tutela della mia funzione, della mia persona e della meravigliosa storia che mi lega a Scaletta.
Per quanto sopra, ovviamente, non risponderò più ad alcuna provocazione o illazione in termini giornalistici avendo dato già incarico ai miei legali di tutelare la mia posizione professionale e la mia immagine nelle competenti sedi giudiziarie.”

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