Nizza. Rifiuti, il commissario “condanna” il Comune a pagare le fatture Ato

NIZZA – Batosta economica per l’Amministrazione comunale “costretta” a saldare integralmente le fatture emesse dall’Ato Me 4 per i servizi resi nel periodo gennaio-aprile 2011. Lo ha deciso il commissario ad acta, arch. Francesco Cuffaro, inviato dalla Regione nella cittadina jonica allo scopo di far versare al Comune quanto dovuto alla società d’ambito. Complessivamente a Nizza di Sicilia quattro mesi di servizi dell’Ato costeranno quasi 200mila euro. Cifra che l’Amministrazione comunale aveva contestato restituendo all’Ato due fatture (la 49/B del 26 aprile e la 66/B dell’11 maggio) e presentando al commissario una relazione della Polizia municipale in cui si evidenziavano i servizi non resi. Il funzionario regionale ha però ritenuto che la relazione non possa essere considerata un “valido documento per la contestazione del servizio”, in quanto non corredata da “alcun verbale di verifica puntuale del servizio svolto dall’Ato con indicazione di luoghi, orari, tipologia e quantità dei servizi non svolti”. Al Comune di Nizza tocca quindi pagare l’intera somma fatturata. Nessuna possibilità di appello, visto che il commissario, con propria determina, ha già disposto di liquidare all’Ato 85.167,74 euro iva compresa, e cioè la differenza tra l’importo richiesto, 141.946,24 euro, e l’importo già impegnato e liquidato dal Comune lo scorso 18 agosto, 56.778,50 euro. Una cifra, pari al 40% delle somme richieste dall’Ato, ritenuta sufficiente dall’Amministrazione del sindaco Giuseppe Di Tommaso a fronte delle carenze riscontrate nell’espletamento del servizio. Il commissario però non è stato dello stesso avviso ed ha “condannato” il Comune al pagamento di tutte le fatture, nessuna esclusa, ritenendo troppo generiche le contestazioni mosse nei confronti dell’Ato. Ai 142mila euro relativi al servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani vanno aggiunti altri 48.500 euro, per il conferimento in discarica, già versati all’Ato dal Comune lo scorso 14 luglio. Quasi 200mila euro per appena quattro mesi. Una cifra impressionante “figlia” di un sistema fuori controllo che graverà, come sempre, sulle tasche dei cittadini.

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