Fiumedinisi. La minoranza ”interroga” il presidente del Consiglio e il commissario

FIUMEDINISI – Dopo la guerra dei manifesti, che ha visto maggioranza e minoranza, lanciarsi reciproche accuse, adesso ci sono da registrare quattro interrogazioni, due indirizzate al commissario straordinario, Lo Monaco, e altrettante al presidente del Consiglio, Alessandro Rasconà. Portano la firma dei quattro componenti l’opposizione: Francesco Repici, Orazio De Francesco, Gaetano Ricca e Nino Maisano. Nella prima interrogazione a Rasconà, viene evidenziato che il gruppo di “maggioranza ha affisso recentemente in paese un manifesto dove, tra l’altro, si fa riferimento a tentativi da parte della minoranza, nelle persone degli interroganti, di voler trasformare l’aula consiliare in una “porcilaia”. L’opposzione a tal proposito vuole fare chiarezza e chiede quali atti formali, informali e concreti sarebbero stati azionati per attuare il quanto meno disdicevole disegno di modificare la destinazione dell’attuale sito consiliare in un ricovero di porci in quantità industriale; quale sarebbe l’umano che ha privilegiato tale tipo di ricovero; se il manifesto è stato firmato anche dall’autorità garante il regolare svolgimento dei lavori consiliari. Per maggiore chiarezza e comprensione da parte degli interroganti e della cittadinanza – si legge nell’interrogazione – nonché a dimostrazione della consapevolezza espressiva sul significato del termine usato dai firmatari del manifesto, sarebbe doveroso corredare la risposta da una concisa ma significativa dissertazione sulla differenza lessicale tra porcilaia e porcile, non trascurando di inquadrare i due periodi storici che tali ricoveri – soprattutto il secondo – hanno umilmente, ma con notevole efficacia, caratterizzato.
Nella seconda interrogazione al presidente del consiglio comunale, viene rilevato che, ultimamente, nel corso delle “sedute consiliari è invalsa l’abitudine da parte di alcune persone del pubblico di intervenire dando istruzioni al presidente dell’assise sul comportamento da attuare nei confronti dei consiglieri di minoranza”. A Rasconà, viene chiesto, “quali iniziative intende adottare perché non si verifichino più tali comportamenti”.
In una terza si fa presente che “dislocate nel centro storico, nelle sue immediate vicinanze e fuori dal centro abitato, insistono una decina di fontane più o meno di pregio che versano in uno stato di totale abbandono, soprattutto sotto l’aspetto igienico. Nell’altra interrogazione rivolta al commissario straordinario Lo Monaco, l’opposizione mette in risalto che “stretti collaboratoi e parenti dell’ex sindaco continuano in sua assenza a frequentare gli uffici del Comune per ispezionare fascicoli e, sembra, anche a dare ufficiose disposizioni al personale”. Dal commissario la minoranza vuol saper quali “provvedimenti intende adottare per evitare che simili invasioni di campo” si possano ripetere in futuro”.

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