Mandanici. Protesta contro l’accorpamento, venerdì delegazione di amministratori e cittadini a Roma

MANDANICI – La comunità di Mandanici si mobilita per protestare contro il rischio di accorpamento previsto dall’ultima manovra finanziaria del Governo. Venerdì una delegazione del centro collinare parteciperà a Roma alla manifestazione organizzata dall’Associazionale Nazionale Piccoli Comuni d’Italia. Sarà chiesta l’abolizione dell’art.16 della Finanziaria che stabilisce l’accorpamento dei Comuni con popolazione inferiore ai 1000 abitanti. E’ il caso di Mandanici e di altri 1.962 enti in tutta la Penisola. Nella zona jonica rischiano anche Forza d’Agrò, Limina, Roccafiorita, Casalvecchio e Antillo. Ma tagli sostanziali e accorpamenti di servizi sono previsti anche per i Comuni fino a 10.000 abitanti. L’Amministrazione comunale mandanicese non ci sta a subire passivamente la cancellazione ed ha invitato tutta la comunità a partecipare in massa alla manifestazione di Roma. Allo scopo sono stati predisposti dei pullman che partiranno da Mandanici nella serata di giovedì. “Chi è interessato a difendere la nostra autonomia – ha spiegato il sindaco Armando Carpo – lo comunichi contattando qualsiasi componente dell’Amministrazione comunale”. A Mandanici la questione è molto sentita. Sul sito internet istituzionale è stato pubblicato un manifesto listato a lutto in cui si annuncia la “dipartita” del Comune. “Ha concluso la sua missione terrena – si legge – il Comune di Mandanici. La comunità è a lutto per la prematura scomparsa del Comune soppresso da fuoco ritenuto amico. Ne rimpiangono la triste scomparsa il conte Ruggero il Normanno, il re Martino, il cav. Luigi Mazzullo, i suoi illustri figli e tutti coloro che hanno dato la vita per la libertà e la Repubblica”. L’ex presidente del Consiglio comunale, Mario Carpo, rincara la dose: “Non è solo una questione di patriofilia, non è una questione di salvaguardia della propria identità consolidata nel corso dei secoli, non è una questione di radicamento di tradizioni e di storia. E’ una questione di sopravvivenza. E’ una questione di vita o di morte”.

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