Fiumedinisi. Politica locale, attacchi e polemiche a colpi di manifesti infuocati

Pubblichiamo i due manifesti, rispettivamente quello del gruppo di minoranza e maggioranza, apparsi nei giorni scorsi sui muri di Fiumedinisi..

Manifesto gruppo di minoranza

 Piazze e strade tappezzate di manifesti a firma dei consiglieri di minoranza Francesco Repici, Orazio De Francesco, Gaetano Ricca e Nino Maisano, che puntano il dito accusatore contro la maggioranza che, sostengono, avrebbe iniziato manovre finalizzate verosimilmente a «mettere sotto tutela il commissario straordinario» nominato dalla Regione a seguito delle dimissioni del sindaco Cateno De Luca. Dimissioni scaturite dai fatti giudiziari che hanno coinvolto amministratori e funzionari del Comune.
Nel murale si legge che la maggioranza «tenta di screditare l’attività attenta e vigile della minoranza, che con lungimiranza politica, sacrificio e coraggio, si è prefissa l’obiettivo di impedire che la nostra comunità precipiti nel baratro economico e sociale, che sembra molto vicino, anche per l’incidenza di fattori esterni». I consiglieri Repici, De Francesco, Ricca e Maisano sostengono poi che la maggioranza intenderebbe «indurre il commissario straordinario a rinunciare alla sua modesta indennità di carica, perché loro, insieme al sindaco dimissionario, avrebbero rinunciato alle rispettive indennità. Ciò non risponde al vero – dicono quelli della minoranza – perché i consiglieri (tranne il presidente del Consiglio), la Giunta e il sindaco non hanno mai rinunciato individualmente, come per legge, ai loro diritti. Però, la loro “trovata” è stata utile in quanto gli ha permesso la contrazione di mutui il cui importo non siamo in grado di quantificare, ma che si presume superi il milione di euro.
«Precisiamo che l’ex sindaco – si legge ancora nel manifesto – da quando è stato eletto deputato regionale, non poteva, per legge, percepire l’indennità, a meno che non rinunciasse a quella più sostanziosa di deputato. La somma di tutte le indennità, dalla data di insediamento del commissario straordinario, non supera i 10 mila euro (compresa quella dei consiglieri). Bazzecole, rispetto alle decine di milioni di euro volatilizzatisi per interventi cementizi di nessuna utilità e dannosi per la comunità».
Sempre nel manifesto viene messo in risalto che la maggioranza tende a “convincere” il commissario «a non sostenere spese diverse da quelle obbligatorie che, a loro modo di ragionare, dovrebbero impedire la programmazione ed il sostenimento di costi che riguardano anche le manifestazioni estive, che costano poco e contribuiscono a movimentare l’economia del nostro centro». L’opposizione inoltre invita «il presidente del Consiglio ad espletare le sue funzioni nel rispetto della legge e i consiglieri di maggioranza a non tentare di mettere in moto azioni di boicottaggio nei confronti della gestione commissariale limitandone l’efficacia, per poi fare cadere la responsabilità sulla Minoranza con la disinformazione programmata. Pur nei ruoli differenti, rispettiamoci e tolleriamoci».
Infine Repici, De Francesco, Ricca e Maisano si rivolgono ai concittadini chiedendo loro sostegno, «anche solo idealmente, nel nostro ardito, ma anche razionale percorso politico, finalizzato prioritariamente a fermare la corsa verso il baratro della nostra Comunità. Noi rispettiamo e comprendiamo la posizione di quelli che per motivazioni diverse, più o meno umanamente comprensibili, non la pensano come noi nonostante i recenti accadimenti giudiziari».
Infine i consiglieri di minoranza auspicano «che il commissario straordinario segnali, senza alcun indugio, all’autorità giudiziaria fatti e circostanze penalmente rilevanti da qualsiasi parte esse dovessero provenire».

Il manifesto della maggioranza

Scambio d’accuse tra minoranza e maggioranza a colpi di manifesti. L’opposizione, “La svolta per Fiumedinisi”, aveva stigmatizzato il modo di fare politica degli avversari, in particolare da quando al comune si è insediato il commissario ad acta nominato dalla Regione in sostituzione del dimissionario sindaco Cateno De Luca.
Il gruppo maggioritario adesso ha replicato punto su punto, facendo affiggere in paese decine di manifesti. Quelli della maggioranza vanno subito al sodo accusando la minoranza di essere «politicamente incapace e socialmente incompresa». Poi fa una sorta di cronistoria politica quando sottolinea che la «minoranza consiliare, dopo essere stata sonoramente bocciata dalla comunità di Fiumedinisi ed essersi prestata ad un diabolico disegno finalizzato ad annientare la comunità di Fiumedinisi ed a bloccare il vero cambiamento in Sicilia, continua a svolgere l’unico mestiere che realmente fino ad oggi ha dimostrato di saper fare molto bene: seminare menzogne».
Nel murale di “La svolta per Fiumedinisi” diversi gli accenni. «Alle solite menzogne della minoranza ci permettiamo di rispondere solo con alcune verità: il sindaco De Luca ha da sempre rinunciato espressamente alla sua indennità, ai suoi rimborsi spesa, alle sue spese di rappresentanza senza tener conto di quando era o non era parlamentare regionale e dimostrando con le proprie azioni quanto ha amato la comunità di Fiumedinisi. Il commissario – viene rilevato nel manifesto – ha in bilancio le somme per le manifestazioni estive, appositamente previste dall’amministrazione De Luca, che nessuno gli ha chiesto di togliere, anzi siamo certi che il commissario, senza farsi coinvolgere dai giochi di prestigio della minoranza, troverà la soluzione per farle».
Ed ancora sul commissario straordinario la maggioranza sostiene: «Ci siamo resi conto che la minoranza consiliare vuol creare le condizioni ambientali per tentare di trasformare il commissario del Comune in uno sceriffo che spara denunce a raffica contro tutto e tutti, ma siamo fermamente convinti che il commissario ha il giusto equilibrio e la comprovata esperienza per fare le opportune valutazioni su ogni singolo fatto ed atto a prescindere dai maliziosi ed impertinenti suggeritori di professione». «La svolta per Fiumedinisi” si sofferma anche sul ruolo del presidente del Consiglio «massimo rappresentante dell’unico organo comunale democraticamente eletto, che continuerà a svolgere le proprie funzioni nel supremo interesse della comunità di Fiumedinisi impedendo di trasformare il Consiglio in una porcilaia». 
 
 
 

 

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