Taormina. Rapina da 800mila euro alla gioielleria Rocca, gli arrestati salgono a 2. Entrambi traditi dal Dna

TAORMINA – Dopo dieci mesi di intensa attività investigativa, i carabinieri della Comapgnia di Taormina (al comando del capitano Gianpaolo Greco), coadiuvati dalla locale stazione, hanno chiuso il cerchio sugli esecutori materiali della rapina commessa nel settembre 2010 in una nota gioielleria della città del Centauro. Ieri, hanno arrestato Luigi Laudani, 48 anni, di Catania, già conosciuto alle forze di polizia, il quale era in atto detenuto in regime di arresti domiciliari, per un’altra rapina commessa nell’ottobre del 2010 presso un’oreficeria di Valenza (Al). Adesso l’uomo dovrà rispondere di rapina e sequestro di persona in concorso. Sono attualmente in atto ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri di Taormina per risalire all’identità di altri complici “esterni”. I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 14 settembre 2010: due rapinatori, dopo essersi introdotti all’interno di una nota gioielleria ubicata nel corso Umberto di Taormina, obbligavano, minacciandola, la commessa ad aprire la cassaforte di preziosi – contenente in particolare orologi “rolex”, per un valore complessivo 800mila euro. Nel corso della rapina, i malviventi immobilizzavano la commessa legandola in modo da impedirle ogni tentativo di lanciare l’allarme. A quel punto, fuggivano a piedi con il bottino, facendo perdere le proprie tracce. Grazie alle scrupolose ricerche dei carabinieri della Compagnia di Taormina, che hanno effettuato un attento sopralluogo all’interno dei locali della gioielleria, le indagini hanno quindi consentito di dare un volto anche al secondo rapinatore identificato in Luigi Laudani. Già lo scorso 9 maggio i carabinieri di Taormina avevano arrestato il primo dei due rapinatori,   Saverio Musumarra; come in quella circostanza anche stavolta, fondamentale per risalire all’identità del secondo presunto autore della rapina, è stato il contributo che hanno apportato le indagini tecniche effettuate dal Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Messina, che hanno sottoposto ad accuratissimi accertamenti di natura tecnica tutti i reperti sottoposti a sequestro nel corso del sopralluogo dei carabinieri di Taormina. In particolare, i militari del Ris sono riusciti ad estrapolare dai reperti elementi utili che a seguito di accertamenti incrociati hanno consentito di risalire al profilo genetico anche del secondo rapinatore. Alla individuazione del soggetto di cui comparare il profilo genetico con quello isolato sul nastro adesivo dai Ris, si è giunti a seguito di una meticolosa analisi dei vari rapinatori catanesi il cui modus operandi è risultato essere analogo a quello posto in essere in occasione della rapina alla gioielleria Rocca.
Tutti gli esiti, corroborati dalle importanti indagini tecniche dei carabinieri del Ris, sono stati quindi trasmessi all’Autorità giudiziaria peloritana che, condividendo le risultanze investigative dei carabinieri di Taormina, ha avanzato al Gip del locale Tribunale la richiesta di emissione del provvedimento cautelare.

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