Alì Terme. Caso area artigianale, concluse le indagini su sindaco e funzionari comunali

ALI’ TERME – Concluse le indagini sui nove amministratori e funzionari del Comune di Alì Terme per i quali è stato ipotizzato il reato di abuso d’ufficio in concorso. La comunicazione è stata fatta dal Pm titolare dell’inchiesta, la dott. ssa Adriana Sciglio che ha ereditato il fascicolo dal sostituto procuratore Franco Chillemi. La vicenda risale all’inverno del 2007, quando venne presentato un esposto alla magistratura e ai carabinieri della locale caserma, nel quale veniva evidenziato che nell’area artigianale di contrada Saitta, sulla sponda sinistra del torrente Alì, era stato realizzato un capannone per l’industria dolciaria. Nella denuncia veniva evidenziata la disparità di trattamento che, invece, sarebbe stata riservata ad un altro acquirente di un lotto nella stessa zona, a cui era stata negata l’autorizzazione a costruire un capannone con la motivazione che quell’area era vincolata da Rfi. Su quel terreno, infatti, insiste un progetto delle Ferrovie per la realizzazione del doppio binario Giampilieri-Fiumefreddo. Il sostituto procuratore Chillemi incaricò i carabinieri di Alì Terme di approfondire le indagini, che furono svolte dal luogotenente Salvatore Garufi. Il sottufficiale dell’Arma per diversi mesi eseguì minuziosi accertamenti e fotocopiò tutti gli atti amministrativi relativi al rilascio della concessione edilizia.  Nella vicenda risultano indagati il sindaco di Alì Terme, Lorenzo Grasso, Aldo Barbera, capo dell’area tecnica del Comune, Filippo Barbera, responsabile del procedimento, Antonietta Palmina Lombardo, responsabile del Suap e i componenti della Commissione edilizia Biagio Giovanni Camillen, Antonio Micalizzi, Concetta Muzio, Fabio Favaloro e Maria Azzurra Micalizzi.

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