Fiumedinisi. Assessori, vicesindaco, professionisti e il presidente del Caf Fenapi iscritti nel registro degli indagati

Insieme al leader del movimento “Sicilia Vera”, indagato per abuso d’ufficio, tentata concussione e falso, erano stati arrestati anche il fratello “Gino”, un funzionario del Comune, Pietro D’Anna e il presidente della Commissione edilizia, Benedetto Parisi. Ma oltre ai quattro che sono finiti agli arresti domiciliari adesso ci sono altre quattordici persone che risultano iscritte nel registro degli indagati. Si tratta d: Giuseppe Bertino, in qualità di componente della giunta municipale di Fiumedinisi; Renzo Briguglio, come componente della Cec, la Commissione edilizia comunale; Angelo Caminiti, come componente della Cec; Antonino Cascio, componente della giunta comunale; Natale Gregorio Coppolino, in qualità di responsabile del “Contratto di Quartiere II”; Paolo Crocé, componente della giunta comunale; Carmelo Crocetta, componente della giunta comunale; Roberto Favosi, componente della Cec; Giuseppe Giardina, nella veste di responsabile del procedimento amministrativo per la realizzazione delle opere di consolidamento; Fabio Nicita, componente della Cec; Francesco Carmelo Oliva, componente della Cec; Salvatore Piccolo, componente della giunta comunale; Grazia Rasconà, vice sindaco di Fiumedinisi; Carmelo Satta, che attualmente è il sindaco di Alì ma in questa vicenda sarebbe coinvolto come “privato determinatore”, vale a dire presidente del Cda della Fenapi, la struttura d’assistenza creata dall’on. Cateno De Luca.
A quanto pare a conclusione di quella che sembra essere solo la prima tranche di un’inchiesta molto più ampia coordinata dal procuratore capo Guido Lo Forte, i magistrati che la stanno seguendo, l’aggiunto Vincenzo Barbaro e il sostituto Liliana Todaro, avevano chiesto al gip Orlando la misura interdittiva della sospensione dalla funzioni amministrative (la norma prevede in prima battuta per due mesi), per quattro indagati: Rasconà, Cascio, Bertino e Crocé, tutti componenti della giunta comunale del centro ionico. E il gip Orlando l’ha accolta per Crocé, Bertino e Rasconà mentre l’ha rigettata per Cascio, argomentando sostanzialmente che non c’è certezza sulla reale identità del soggetto.

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