Messina. Operazione antimafia, 24 arresti e beni sequestrati per un valore di 150 milioni

MESSINA – Ventiquattro persone arrestate e il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo stimato in circa 150 milioni di euro. E’ questo il bilancio della duplice operazione antimafia (“Gotha” e “Pozzo 2”), condotta parallelamente dalla Dia e dai carabinieri del Ros contro cosa nostra barcellonese. I provvedimenti scaturiscono da una vasta indagine che aveva già interessato in passato diverse realtà criminali della fascia tirrenica della provincia. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia  e le conseguenti attività di riscontro hanno permesso di definire alcuni aspetti specifici delle attività criminali del sodalizio, quali le estorsioni ed il “con-trollo” di numerosi appalti pubblici.
Nel corso degli anni, infatti, il sodalizio era riuscito ad accaparrarsi l’aggiudicazione di importanti appalti pubblici, turbandone le relative procedure di gara ed alterando le regole della libera concorrenza attraverso un complesso sistema di imprese “controllate” da affiliati o da soggetti contigui al gruppo mafioso.
E’ stata resa inoltre possibile l’individuazione, nelle zone collinari di Mazzarrà Sant’Andrea, di un vero e proprio “cimitero di mafia”, dove sono stati rinvenuti i resti di quattro vittime, due delle quali identificate in Antonino Ballarino, scomparso nel 1993, e Natale Perdichizzi, ucciso nel 1997 a causa di contrasti interni allo stesso gruppo criminale.
Quelle messe a segno oggi sono due operazioni storiche, così come è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa da Leonida Primicerio della Procura Nazionale Antimafia, dal generale Giampaolo Ganzer, comandante del Ros dei Carabinieri ed dal Procuratore Capo di messina, Guido Lo Forte. Due operazioni sulle quali i sostituti della Dda Angelo Cavallo, Fabio D’Anna, Vito Di Giorgio e Giuseppe Verzera lavoravano da mesi e che hanno permesso di infliggere un durissimo colpo alla mafia barcellonese.

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