Nizza. “Si tuteli il verde pubblico”, la minoranza scrive al sindaco Di Tommaso

NIZZA DI SICILIA – La vicenda dello storico pino del quartiere Casapinta è diventata argomento di dibattito politico. Tre consiglieri di minoranza (Giacomo D’Arrigo, Carmelo Campailla e Valentina Briguglio Polò) hanno inviato una lunga nota al sindaco Giuseppe Di Tommaso e al presidente del Consiglio comunale, Carmelo Rasconà, chiedendo a quest’ultimo che l’argomento venga discusso nel corso della prossima assemblea cittadina. “Siamo convinti – scrivono i tre – che il privato che sta realizzando, legittimamente, dei lavori proprio adiacenti al pino non abbia la ben che minima intenzione di abbatterlo e conoscendo le persone interessate, la loro buona fede e correttezza, siamo certi che tale ipotesi non sia minimamente presa in considerazione. A noi preme dire – proseguono – con altrettanta chiarezza che la responsabilità e le finalità dell’Amministrazione pubblica devono essere quelle di mettere il pino di Casapinta in sicurezza. Contemperando – aggiungono – e facendo convivere la legittima aspettativa del privato a realizzare una costruzione e l’altrettanto legittimo interesse pubblico di vedere salvaguardata una pianta secolare che nel tempo è divenuta un luogo importante e di affetto per la nostra comunità”. Proprio per evitare che il pino, anche involontariamente, sia messo a rischio, i tre consigliere di “Insieme per voltare pagina”  hanno chiesto al sindaco che, “anche in accordo con i privati interessati, la pianta in questione venga posta sotto tutela da Corpo Forestale o Soprintendenza o da eventuali altre istituzioni che dovrebbero risultare competenti per materia. Immaginiamo – spiegano – che l’albero abbia tutti i requisiti affinché ciò avvenga”. Secondo la minoranza sarebbe inoltre utile che l’Amministrazione avviasse un censimento degli altri alberi da tutelare, “sia quelli ancora in vita che quelli improvvidamente abbattuti, accertando le responsabilità ed eventualmente attivandosi per chiedere un risarcimento agli interessati”.

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