S. Teresa. Scontro Fli-presidente del Consiglio sul bilancio. Questa sera si torna in aula

S. TERESA – Si inasprisce il dibattito tra le forze politiche consiliari in vista dell’approvazione del Bilancio. All’appello del presidente del Consiglio Carmelo Lenzo (ago della bilancia nel precario equilibro tra maggioranza e minoranza), affinché si trovi “il massimo accordo, operando per l’utile collettivo”, ha fatto seguito un comunicato dai toni perentori di Salvatore Bucalo, Fli. L’ex consigliere di maggioranza accusa Lenzo di aver fatto “demagogia spicciola. Il nostro dovere morale e civile – aggiunge Bucalo – ci impone che il documento preventivo punti all’interesse della cittadinanza, rilanci l’economia del nostro paese, dia respiro alle famiglie già gravate da grandi difficoltà economiche, così come lei scrive. Ma chi conosce la complessità del Bilancio di un Ente comunale sa che ormai i tempi per imprimere un forte indirizzo politico sono strettissimi: anzi, da tecnico,  dico quasi nulli, senza che ci sia da parte dell’esecutivo e di chi lo presiede la vera volontà di rimetterne al Consiglio   l’indirizzo politico, sociale ed economico”. Oggi alle 19 torna intanto a riunirsi il civico consesso. “Al primo punto dell’ordine del giorno – chiosa Bucalo – trovo l’aumento dell’accise sull’ addizionale comunale per l’ energia elettrica: nuovo salasso, insito e nascosto, che andrebbe a gravare sulle già tartassate tasche dei cittadini. Lei, caro presidente del Consiglio – aggiunge – oltre al comunicato, non ha pensato, essendo nelle sue facoltà, di inserire all’ordine del giorno una discussione pubblica che portasse l’esecutivo a relazionare sui lavori preparatori, di indirizzo e sul ritardo di questo Bilancio preventivo”. Bucalo riserva un’ultima stoccata a Lenzo: “Chi le scrive sa quanto le stanno a cuore questi argomenti, e quindi sarebbe auspicabile e molto più credibile – chiosa l’esponente di Futuro e libertà – che i suoi comunicati non uscissero sugli organi di stampa il giorno seguente ad un’ambigua visita a casa sua del primo cittadino, perché è lecito da parte di chi scrive, ed ora di chi legge, avere il ragionevole dubbio che tutto è stato scritto alla fine di questo democratico incontro…”.

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