Beni culturali, lettera aperta al neo presidente dell’Unione Valli Joniche Gianni Miasi

S. TERESA – Una lettera aperta sulla necessità di valorizzare i beni culturali del territorio dell’Unione dei Comuni Valli Joniche dei Peloritani. L’ha inviata al neo presidente Gianni Miasi il santateresino Salvatore Coglitore, studioso di storia locale che da anni si batte in difesa del patrimonio culturale e architettonico del comprensorio. “Quando lei parla di valorizzare il territorio – scrive Coglitore – si riferisce anche ai nostri tanto amati e bistrattati beni architettonici, che ancora fortunatamente resistono all’ingiuria del tempo, e non per nostro merito. Noi non siamo stati capaci, sino ad oggi, di valorizzare neanche i pochi beni vincolati dalla Soprintendenza che esistono nel nostro comprensorio”. L’arch. Coglitore propone poi uno screening di tutti i beni presenti nei 12 Comuni dell’Unione. “Se facessimo un’adeguata mappatura – spiega – lo scarno elenco oggi esistente si andrebbe ad arricchire di tante opere semi-sconosciute, ma non per questo meno importanti di quelle già vincolate. Se riuscissimo a realizzare una tale mappatura, la più completa possibile, ci renderemmo conto di quanti e di quali beni è ricca la nostra riviera jonica. Quelli di valore storico-culturale che ancora non sono sottoposti a vincolo – aggiunge l’arch. Coglitore – sono parecchi ed interessano tutti i Comuni dell’Unione, nessuno escluso, come ad esempio Furci Siculo, dove ufficialmente è stato vincolato un solo edificio, il Palazzo Pirrone, mentre basta fare quattro passi lungo la via IV Novembre per notare diversi edifici di metà ‘800 di pregevole fattura; senza parlare poi delle antiche fornaci di Calcare, dove andrebbe posto il vincolo etno-antropologico e vedere di realizzare, con i resti delle attrezzature rimaste, un museo di archeologia industriale.
Concludo questo mio breve excursus – aggiunge Coglitore – ribadendo che quando parlo di porre il vincolo questo non deve essere inteso come una disgrazia per il proprietario, ma dovrebbe rappresentare un attestato di qualità per il fabbricato, per potere favorire, con delle opportune agevolazioni, il mantenimento dell’immobile, il restauro e renderlo così fruibile per potere produrre economia”. Coglitore si dice certo dell’impegno in tal senso del neo presidente Miasi.

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