Scaletta. Post alluvione, minoranza attacca il presidente del Consiglio: “Serve concretezza”

SCALETTA – Il mancato reperimento di fondi nella Finanziaria regionale da destinare al saldo delle imprese intervenute dopo l’alluvione del 2009, ha sollevato a Scaletta Zanclea un vespaio di polemiche. Le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale, Guido Di Blasi, sono state contestate dalla minoranza, che ha di fatto acceso un “caso” politico. Di Blasi ha puntato l’indice contro le istituzioni che  “non sono state in grado di dare risposte alle esigenze delle ditte impegnate senza sosta e con spirito di abnegazione per risollevare dal fango il paese. Nel parlamento regionale – ha aggiunto – l’unica voce isolata è stata ancora una volta quella dell’on Cateno De Luca il quale ha presentato un emendamento  chiedendo fondi per otto milioni di euro. Putroppo – concluse Di Blasi  – nessuno lo ha appoggiato”. I consiglieri Gabriele Avigliani e Giuseppe Meola (Nuove prospettive per Scaletta) hanno replicato con un documento dai torni perentori. “Il presidente – esordiscono i due – pensi a convocare il civico consesso per discutere la problematica alla presenza delle imprese interessate. Non è accettabile – sbotta Avigliani – che le nostre interpellanze sul post alluvione giacciano da metà febbraio in un cassetto della sua scrivania”. Ad avviso degli esponenti della minoranza “dietro il vittimismo degli amministratori si cela la  paura che le imprese e i cittadini possano rivalersi sull’ente”. E ricordano che “il Comune di Scaletta tiene in cassa ancora un milione di euro stanziati nella Finanziaria 2010, per il ripristino delle opere danneggiate dall’alluvione e che possono essere distribuite per dare una boccata d’ossigeno alle imprese in attesa di stanziamenti futuri, evitando inoltre che la cifra non spesa torni indietro come è già avvenuto in passato”.  L’ultima stoccata è per  l’on. Cateno De Luca: “All’Ars, oltre all’emendamento che riguarda il pagamento alle ditte – concludono Avigliani e Meola – il deputato di Fiumedinisi ne ha presentati altri 3700. Il risultato è che questa strategia politica ostruzionistica non ha prodotto alcun risultato concreto”.

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