Scaletta, post-alluvione. Ditte da saldare, appello del sindaco ai deputati regionali

SCALETTA – Missione a Palermo del sindaco, Mario Briguglio, in vista dell’approvazione della Finanziaria regionale. Il primo cittadino scalettese confida quello strumento per saldare il debito con le ditte intervenute in seguito all’alluvione dell’1 ottobre del 2009. Briguglio conta di scongiurare tra l’altro una pioggia di decreti ingiuntivi sull’Ente locale. La delicata situazione è stata vagliata con il capo del Dipartimento regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco “il quale – ha detto il primo cittadino – ha assicurato il massimo impegno come peraltro ha fatto fino a questo momento”. Ma la questione passa anche e soprattutto dai deputati regionali. Di qui l’invito del sindaco “affinchè insieme, esponenti di maggioranza e opposizione, lavorino per definire l’emendamento che consentirebbe di mettere la parola fine alla querelle, pagando il dovuto alle imprese. Così come avvenuto peraltro con la finanziaria dello scorso anno quando a Scaletta e Itala vennero concessi 4 milioni e mezzo di euro per il pagamento in acconto degli interventi a sostegno del territorio, a fronte della spesa sostenuta per 11 milioni e 253mila euro”. Il sindaco ha ribadito che la somma è giustificata dagli atti a suo tempo trasmessi dal Comune di Scaletta al Capo dipartimento regionale di Protezione civile. Con il citato contributo – chiosa il sindaco – si è provveduto al pagamento del 38% delle spettanze dovute alle imprese. In virtù di ciò – conclude – nei mesi scorsi avevo chiesto alla Regione l’accreditamento della rimanente somma, che è pari a poco più di 7 milioni e 148mila euro, per poter far fronte ai pagamenti”. Briguglio aveva inviato una missiva al Governatore e, per conoscenza, al Prefetto di Messina e al dirigente generale del Dipartimento regionale di  Protezione civile. In essa venivano citate le emergenze affrontate con mezzi meccanici, manodopera, noli, discariche e quant’altro occorrente per il ripristino della viabilità e per la prima fase di messa in sicurezza del territorio dopo la tragedia che causò danni ingenti e 37 morti. Nei mesi successivi all’alluvione le ditte rivendicarono le spettanze per l’opera prestata. Non mancarono proteste. L’acconto calmò le acque. Adesso attendono il saldo.

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