Messina. La Cgil: dati sconfortanti sull’occupazione, peggiora la condizione dei giovani

MESSINA  – Lo stato dell’occupazione nella provincia di Messina va gradualmente peggiorando e in particolare peggiora la condizione dei giovani e, soprattutto, negli anni, cresce il gap col resto del paese. Se l’occupazione nell’ultimo triennio è in calo in tutta Italia, in provincia di Messina cala a ritmo più sostenuto tanto da superare, in alcuni casi, persino il dato medio siciliano, solitamente peggiore di quello messinese. Questo quanto emerge dallo Studio realizzato dalla Cgil di Messina sulla base dei più recenti dati Istat-  quelli relativi al 2010-, che è stato presentato questa mattina, a due giorni dal 9 aprile, giornata in cui in tutta Italia e anche in Sicilia i giovani manifesteranno contro la precarietà e la disoccupazione sotto lo slogan “Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta”
DISOCCUPAZIONE (persone in cerca di lavoro diviso la forza lavoro che è costituita dagli occupati, dai disoccupati e da chi è in cerca di prima occupazione): la disoccupazione totale in provincia di Messina (uomini e donne dai 15 anni in su), nel 2010 tocca il 13,53% contro un 8,42 nazionale. Nella fascia 25-34, che è la fascia d’età dei giovani – non giovanissimi- che dovrebbero ormai avere terminato gli studi ed essere fortemente in cerca di un lavoro, la disoccupazione dal 2007 ad oggi ha segnato, sia in Italia che qui a Messina, un trend in netta crescita. E se a livello nazionale si è toccato nel 2010 il tasso dell’11,93% a Messina si è superato il 22% quindi 10 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale e quasi 6 dal 2007, anno preso a riferimento in questo  studio perché questa crisi economica ancora non era iniziata.  Una forbice, quella tra dato nazionale e provinciale (ma anche regionale) che va aumentando di anno in anno. Nel 2007 era infatti di 7,8 punti mentre nel 2010  arriva ad essere di 11,57. Sempre a proposito di disoccupazione, preoccupante anche il dato relativo a quella femminile. Nella fascia 25-34 anni, dal 2007 ad oggi, in provincia di Messina, la disoccupazione femminile tra i 25 e i 34 anni è salita addirittura di 11,32 punti percentuali toccando quasi il 30% mentre quella nazionale è aumentata appena di 3,48 punti.
OCCUPAZIONE (occupati diviso popolazione): dal 2007 ad oggi il trend è in discesa, a livello nazionale e anche locale. Nel 2010 il tasso di occupazione totale (uomini e donne dai 15 anni in su) in provincia di Messina si è attestato sul 34,7%, quasi 10 punti percentuali sotto la media nazionale che è del 44,35%. Ma anche qui, come nella disoccupazione, la forbice tra la situazione nazionale e Messina va aumentando nel tempo. Se nel 2007 la differenza era di 8,7 punti, nel 2010 arriva ad essere di  9,6 punti percentuali. Nella fascia d’età 25-34, l’andamento negativo è molto più evidente. Il tasso di Messina è del 44,42% – identico al dato regionale che solitamente è meno “buono di quello di Messina che nel panorama siciliano non è l’area più depressa dal punto di vista occupazionale– mentre il nazionale è del 65,44. Se nel 2007 il gap Italia/Messina era di circa 15 punti, nel 2010 arriva ad essere di oltre 21 punti. Non c’è di che rallegrarsi guardando al dato sull’occupazione femminile nella fascia 25-34anni. Dal 2007 ad oggi la provincia di Messina ha perso addirittura 12,5 punti passando dal 43,2 del 2007 al 30,7% del 2010 mentre la media italiana , pur perdendo nello stesso arco temporale 4 punti, si attesta sul 55,3%.
INATTIVITÀ (popolazione non attiva cioè studenti, pensionati, casalinghe, persone scoraggiate che non cercano più un lavoro diviso la popolazione residente): il tasso di inattività generale (uomini e donne, dai 15 anni in su), nel 2010 ha quasi toccato il 60% (59,79% per precisione) 9,2 punti oltre la media nazionale. Anche in questo caso, particolarmente significativa è la tabella relativa alla fascia d’età 25-34 anni anche perché è in questo range che si concentrano i cosiddetti “scoraggiati”, quelli cioè che il lavoro nemmeno lo cercano più. Qui la media nazionale è del 25,7% mentre quella provinciale è persino più alta di quella regionale e supera il 43%. L’inattività dei “giovani” messinesi è ancora più evidente se si considera che nel 2007 non raggiungeva il 34,2% . a Distanza di tre anni l’ 8,8 % di giovani in più, il lavoro nemmeno lo cerca più. Una differenza sensibile con la media nazionale che dal 2007 ad oggi è andata progressivamente aumentando. Analogamente, nella stessa fascia d’età, sul versante femminile dove il tasso di inattive  arriva a superare il 56% contro una media nazionale del 35.
Complessivamente: i più recenti dati sulla situazione occupazionale della provincia di Messina evidenziano un peggioramento costante della situazione dal 2007 ad oggi. Un peggioramento che ancora non tiene conto di chi oggi è coperto dagli ammortizzatori sociali, gran parte dei quali sono in scadenza, mentre i governi nazionale e regionale  non intendono rifinanziarli. Un peggioramento più eclatante nella fascia d’età 25-34 anni, quella cioè dei giovani che dovrebbero oramai essere nel mondo del lavoro. L’altra elemento di spicco è che in questo arco temporale, il gap della condizione del lavoro tra la media italiana e la nostra provincia è andato aumentando. Pur in una condizione di crisi generale che ha colpito tutto il paese, Messina quindi è diventata progressivamente più povera di lavoro. Talmente povera che la fascia degli inattivi, nella quale i giovani scoraggiati sono sempre più, ha quasi toccato il 60% della popolazione residente. Infine le donne. Ogni tabella, ogni studio, denuncia una situazione drammatica dell’occupazione femminile che si scosta mediamente dai dati nazionali di almeno 10 punti.
Proposte: Per la Cgil di Messina su questa situazione si (i governi nazionale e regionale) dovrebbe intervenire con incentivi all’occupazione dei giovani, riforme e sostegno agli ammortizzatori sociali, politiche di sviluppo con accordi quadro sui settori industriali di vocazione del territorio come quello sulla cantieristica o della ricerca e innovazione, e settori nuovi come la green economy, e colmando il gap infrastrutturale.
“Mentre i dati, oltre che le nostre analisi, dimostrano quanto il nostro territorio abbia bisogno di un’attenzione particolare e di misure specifiche per colmare il gap crescente e le difficoltà dei nostri giovani, il Governo non sembra dello stesso avviso. Anzi, proprio ieri il ministro Tremonti ha, con nostro sconcerto, annunciato che intende attivare incentivi alle imprese che investono a Milano”, ha concluso Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina che, insieme alla segreteria confederale, ha presentato lo Studio. Alla presentazione era presente anche Daria Lucchesi dell’UDU Messina, l’Unione degli Universitari, che ha ricordato l’importanza della manifestazione “dei giovani” di sabato 9 aprile che in Sicilia si terrà a Palermo, nel pomeriggio. Messina parteciperà anche con un pullman che partirà da piazza Duomo sabato alle 13.00.

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