Messina. Birra Triscele, l’azienda: “Nessuna intenzione di licenziare i lavoratori”

MESSINA – Il futuro della Triscele è nella delocalizzazione del sito industriale. E’ quanto ha spiegato l’ufficio Comunicazioni e marketing dell’azienda messinese. Nella lunga nota la proprietà ha confermato la volontà di proseguire l’attività. All’orizzonte un periodo di transizione che servirà a individuare il nuovo sito per uno stabilimento moderno, tecnologicamente avanzato e dai costi produttivi sostenibili.

Pubblichiamo integralmente la nota inviataci dal gruppo “Triscele”:

“Il Gruppo Triscele  conferma di non voler cessare l’attività di produzione di birra ma di voler, piuttosto, riproporsi sul mercato con nuovo slancio e rinnovato entusiasmo.
In attesa di completare la definizione del nuovo  piano industriale, il Gruppo Triscele, evidenzia tuttavia come, soltanto l’allocazione degli impianti attuali di produzione e imbottigliamento, ormai vetusti,  della birra in un diverso sito più idoneo per un industria,  dotato di nuove tecnologie e, quindi, realmente efficiente e competitivo, possa restituire essenziale linfa vitale all’iniziativa imprenditoriale.
Gli attuali stabilimenti, troppo estesi e disarticolati oltre che obsoleti nelle strutture e nei macchinari, non possono più essere, in alcun modo, ritenuti idonei. Gli elevati ed ormai insostenibili costi di produzione non consentono, infatti, di mantenersi competitivi sul mercato nonostante i prodotti Triscele abbiano ottenuto, già in questi primi anni di attività, un elevato e sempre crescente gradimento presso i consumatori, unitamente ad autorevoli e prestigiosi riconoscimenti, sia sul mercato nazionale che in quello estero. L’attuale area su cui attualmente sorge la Birra Triscele, in via Bonino, potrebbe così trovare una nuova e più confacente destinazione. Un’operazione che, non solo non è in contrapposizione all’esistenza del birrificio, ma che, anzi, ne aumenta potenzialità e reali capacità di sviluppo. Le risorse economiche che deriveranno, quindi, da una diversa destinazione degli stabilimenti di via Bonino, serviranno proprio a realizzare il nuovo impianto in un sito confacente, che il gruppo sta già curando di individuare. Nel frattempo sono già in corso contatti con alcuni gruppi nazionali del settore affinché temporaneamente, durante le fasi di realizzazione e trasferimento degli stabilimenti di via Bonino ad altro sito, i marchi di birra Triscele vengano ugualmente prodotti e imbottigliati attenendosi scrupolosamente alle ricette, ai disciplinari, agli standard e procedimenti qualitativi della casa madre.
Il gruppo Triscele è profondamente consapevole delle preoccupazioni che attanagliano i lavoratori ma, al contempo, è assolutamente disponibile ad individuare, congiuntamente alle rappresentanze di categoria, la migliore intesa che possa comportare i minori disagi possibili ai propri dipendenti nel periodo, necessariamente intercorrente, tra il trasferimento della fabbrica e la realizzazione dei nuovi impianti. Non è, quindi, intenzione del gruppo Triscele licenziare alcuno. Tant’è vero che con il sindacato risulta già intavolata una proficua attività di ricerca, non ancora definita, per valutare quale possa essere lo strumento più opportuno di sostegno al reddito; che possa così validamente coniugarsi con le esigenze aziendali prospettate.
Il gruppo Triscele prende, infine, atto con viva soddisfazione della sensibilità manifestata dalle amministrazioni locali, nelle persone del sindaco Giuseppe Buzzanca e del presidente della provincia Nanni Ricevuto, a partecipare fattivamente alla soluzione dell’attuale momento di trasformazione aziendale; così come altrettanto gradita risulta l’apertura resa attraverso i media, dal segretario generale della Cgil Lillo Oceano. Tutte disponibilità indirizzate nell’ottica comune della salvaguardia di una realtà produttiva unica nel suo genere in città.
Tutto ciò perché Triscele è perfettamente consapevole e, ci sia concesso, orgogliosa dei risultati raggiunti in questi ultimi quattro anni, pur tra le innumerevoli difficoltà determinate dal riavvio della produzione, dalla necessità di affermazione dei nuovi marchi e, non ultima, dalla grave situazione di crisi congiunturale.
E proprio per tali ragioni non si intende assolutamente vanificare gli sforzi (non soltanto economici) fin qui largamente profusi, gettando alle ortiche un patrimonio così importante; che appartiene si all’azienda, ma anche ai lavoratori ed alla città tutta”.

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