Messina. La Birra Triscele chiude i battenti. Annunciato il licenziamento di 42 dipendenti

MESSINA – Nuova doccia fredda per la città di Messina. La famiglia Faranda, proprietaria della Triscele, ex Birra Messina, dopo un periodo di difficoltà produttiva, ha sospeso qualunque attività produttiva e ha annunciato il licenziamento dei tutti i lavoratori, 42 unità di personale. La comunicazione, fatta nel corso di un incontro aziendale con il segretario provinciale della Flai Cgil, Giovanni Mastroeni, e la RSU, ha portato alla dichiarazione dello stato di agitazione e all’avvio di iniziative volte a cercare possibili soluzioni: la richiesta all’Ufficio provinciale del lavoro di convocare l’azienda per un incontro, e la comunicazione al Prefetto.
Dopo la lunga e travagliata vertenza con la Heineken, proprietaria della Birra Messina, che alla fine del 2006 aveva annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento di Via Bonino, trasferire a Massafra la produzione e quindi licenziare tutte le maestranze locali, la famiglia Faranda, originariamente proprietaria sia degli stabilimenti che del marchio, si era proposta per riacquistare l’attività. Nell’ottobre del 2007 venne siglato l’accordo che scongiurò la chiusura dello storico stabilimento messinese e la perdita dei posti di lavoro, ma il marchio Birra Messina rimase di proprietà della Heineken che ha continuato a commercializzare birra con quel nome mentre i nuovi prodotti dello stabilimento messinese, la Birra del Sole e Patruni e Sutta, sotto il marchio Triscele, venivano lanciati con una forte campagna pubblicitaria.
A distanza di tre anni, secondo il sindacato, pur avendo incontrato le naturali difficoltà di affermazione dei nuovi prodotti e forse anche a causa della crisi del consumo della birra che nel corso dell’ultimo anno in Italia ha visto una contrazione pari a oltre il 7%, appare incomprensibile la scelta della proprietà che scarica tutte le difficoltà sul futuro dei lavoratori.
“Attraverso l’incontro presso l’Ufficio del lavoro si vuole contrastare la decisione della proprietà e costruire una prospettiva di superamento della situazione di difficoltà senza che questo determini il blocco dell’attività produttiva o il licenziamento dei lavoratori”, spiega Mastroeni, segretario generale della Flai Messina.
La Flai auspica che l’incontro possa avviare un confronto proficuo tra le parti che possa scongiurare il licenziamento dei lavoratori, che sono per altro in arretrato di diverse mensilità trovando un percorso alternativo alla via oggi prospettata dall’azienda che eviti l’esasperarsi della protesta che potrebbe assumere forme eclatanti.

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