Autovelox taroccati, il Codacons chiede la restituzione dei soldi agli automobilisti multati

Dopo la scoperta dei giorni scorsi da parte della  Guardia di Finanza di Brescia di un giro di autovelox taroccati, ossia l’utilizzo di  apparecchiature non omologate o con una taratura falsata in modo da registrare una velocità superiore del 15% rispetto a quella reale che riguardano anche 18 comuni  siciliani. Tra essi,  figurano anche tre impianti installati in altrettanti paesi del comprensorio jonico messinese: Forza d’Agrò, Itala e Letojanni. Tanasi  chiede,  che nel  caso  non siano ancora passati 60 giorni dalla notifica della multa, l’intervento dei Prefetti di Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa  e degli enti da cui dipendono gli organi accertatori (ove ricadono i 18 comuni interessati)  affinché, tramite un provvedimento di autotutela, provvedano a restituire il  maltolto ai consumatori.
Per Tanasi, a fronte di una situazione così straordinaria, deve intervenire anche il Governo tramite i ministeri competenti. Molti consumatori, infatti, non sapendo che le multe erano illegali e le apparecchiature truccate hanno pagato le multe e ora non possono più presentare ricorso né al Prefetto né al Giudice di pace, sia perché sono passati i 60 giorni dalla notifica sia perché gli art 203 e 204 bis del Codice della Strada stabiliscono che si possa impugnare la multa “qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta”. Una regola che serve a dare certezza del diritto, ma che è assolutamente ingiusta a fronte di casi come questi dove si scopre solo a posteriori di essere stati truffati.
“Per questo –  continua Tanasi- il Governo, nel caso siano già trascorsi i 60 giorni per presentare ricorso, deve intervenire affinché siano restituiti sia i punti della patente ingiustamente decurtati sia i proventi delle sanzioni indebitamente incassati dagli enti coinvolti nell’inchiesta”.
Infine Tanasi ricorda che, nell’analogo procedimento penale sui semavelox, sta sperimentando anche la costituzione di parte civile, grazie alla quale, però, non sarà possibile ottenere la restituzione diretta dei punti della patente persi, ma la restituzione, sotto forma di risarcimento, dei soldi necessari per fare il corso di recupero dei punti e di quelli corrisposti per il pagamento della multa. 

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