Autovelox taroccati, nell’inchiesta della Gdf coinvolti anche tre centri jonici. Bisogna accertare se c’è dolo da parte delle amministrazioni

Autovelox taroccati in diciotto Comuni siciliani. Tra essi,  figurano anche tre impianti installati in altrettanti paesi del comprensorio jonico messinese: Forza d’Agrò, Itala e Letojanni. Gli accertamenti sono stati eseguiti nell’ambito di una inchiesta della Guardia di Finanza partita da Brescia e coinvolge complessivamente 146 centri. Nel corso delle indagini è emerso che il rilevatore registrava una velocità superiore del 15% rispetto a quella reale. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno denunciato 558 persone. Le amministrazioni comunali coinvolte sono 146, con 367 funzionari pubblici. Adesso, gli inquirenti dovranno comunque accertare se c’è dolo da parte dei Comuni. O se anche le pubbliche amministrazioni sono state raggirate e quindi sono parte lesa. La vicenda è stata portata alla ribalta nazionale da un’inchiesta delle Iene. L’operazione delle Fuamme Gialle che ne è seguita è stata chiamata in codice 512. In realtà si tratta di due indagini parallele sugli autovelox taroccati eseguite dalla Guardia di Finanza di Brescia e di Sala Consilina (Sa). Al centro, un uomo di 60 anni originario del mantovano ma residente a Desenzano del Garda. L’indagato, attraverso uan cinquantina di autovelox, dei quali solo due omologati, è riuscito ad ottenere appalti con le amministrazioni comunali. Dagli accertamenti, in alcuni casi l’autovelox è risultato taroccato in modo da registrare una velocità superiore del 15% rispetto a quella reale.

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