Roccalumera. Ato Me4, il sindaco Gianni Miasi replica ai sindacati

ROCCALUMERA – Si dice “sorpreso della sorpresa dei sindacati” il sindaco di Roccalumera, Gianni Miasi, all’indomani dell’attacco sferrato nei suoi confronti dalla Fp Cgil di Messina che in una nota, firmata dalla segretaria generale Clarà Crocè e dal responsabile di settore Carmelo Pino, aveva “rimproverato” al primo cittadino roccalumerese di essersela presa con i dipendenti dell’Ato Me 4 per la scarsa qualità del servizio prodotto. “Se c’è un problema con il sistema di raccolta dei rifiuti – aveva scritto la Cgil – è quantomeno irrituale che il committente se la prenda con gli operatori e non con l’azienda che gestisce il servizio, in questo caso l’Ato 4.”. “Non ho nulla da contestare ai lavoratori – spiega ora il sindaco Miasi – se non alcune questioni che riguardano la qualità del servizio, che sono sotto gli occhi di tutti. Ma da questo a dire che sto facendo una battaglia contro gli operai è una mistificazione assoluta. Invece – prosegue Miasi – devo registrare che ancora una volta il sindacato vuole svolgere una funzione di retroguardia, in difesa di coloro che sono già garantiti infischiandosene di quelle che sono le condizioni generali dell’economia. Non ho mai visto i sindacati – incalza il sindaco – chiedere ai sindaci e alla Regione un tavolo di confronto sul sistema rifiuti. Bisogna sottolineare che il sistema Ato è ormai al collasso e ha prodotto in Sicilia un ammanco di 1 miliardo di euro, con troppo personale impiegato e qualità insufficiente dei servizi prodotti. Voglio ricordare ai sindacati – aggiunge Miasi – che se il banco salta e i Comuni vanno in dissesto anche i dipendenti perderanno il posto di lavoro”. Miasi spiega poi perché ha deciso di non avvalersi più dei servizi di spazzamento del paese offerti dall’Ato: “Da quando è nata la società d’ambito ho dovuto già aumentare del 60% la Tarsu e adesso dovrei aumentarla ancora del 120% in base alle fattura che mi vengono presentate. Prima con 450mila euro riuscivamo a garantire un servizio efficiente, oggi l’Ato mi chiede quasi 1 milione di euro, per avere risultati non all’altezza”.

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