Nota dell’Ordine degli ingegneri: ”La criticità del territorio messinese è dovuta anche all’assenza di adeguati interventi in fase di pre-emergenza

MESSINA –  In una nota a firma del presidente dell’Ordine degli ingegneri, Santi Trovato, inviata al presidente della Regione, al sindaco di Messina, alla Protezione civile e ai deputati nazionali e regionali,  viene messo in risalto che la criticità nel territorio messinese è dovuta anche all’assenza di adeguati interventi in fase di pre-emergenza. ”Nell’ottobre 2010 l’Ordine degli ingegneri – si legge nella nota –  nell’intento di commemorare il triste primo anniversario dell’alluvione del 2009, ha invitato a Giampilieri  autorevoli studiosi del Politecnico di Torino, presenti anche il presidente del Consiglio nazionale ingegneri ed il presidente della Provincia. In quell’occasione fu concretamente proposta l’installazione d’innovativi radar meteorologici, dal costo molto contenuto se rapportati agli onerosi interventi di messa in sicurezza avviati dopo il disastro del 2009. Tutto, però è poi passato sotto silenzio. Con l’utilizzo dei radar – spiega Trovato –  è possibile monitorare le precipitazioni atmosferiche su vaste aree del territorio e, quindi, segnalare l’arrivo di «bombe d’acqua» prevedendone di conseguenza gli scenari di danni: in pochi, ad oggi, hanno dato risalto e seguito all’iniziativa. In alternativa è stata installata qualche sirena e qualche cartello monitore, del tipo «divieto di sosta in caso di pioggia». Ebbene, lungi dall’innescare sterili polemiche – continua Trovato –  con la presente rinnoviamo la proposta, lanciata lo scorso ottobre, di avviare da subito l’installazione dei radar  messi a punto dal Politecnico di Torino che, peraltro, sono già in dotazione da circa un anno alla Protezione civile regionale e, ci risulta, ancora non tutti messi in funzione. Non è solo un problema di risorse, come spesso viene affermato in queste occasioni, ma di adeguata programmazione degli  interventi di messa in sicurezza in fase di pre-emergenza. Non ci stanchiamo di ripeterlo – sottolinea l’ing. Trovato –  occorre agire con adeguato tempismo prima del verificarsi dei disastri per salvare non solo vite umane, ma anche per non gravare di costi esorbitanti le casse pubbliche.  Ricordiamo che, ad oggi, sono stati impegnati tra Giampilieri e Scaletta Zanclea oltre 140 milioni di euro con fondi gravanti sul ministero dell’Ambiente, sulla Protezione civile regionale e nazionale e sulla Regione Sicilia ed i risultati non sono stati certo incoraggianti”.
”L’Ordine degli ingegneri di Messina – continua Trovato –  consapevole delle innumerevoli criticità ambientali ed idrogeologiche del territorio cittadino, ha avviato da qualche mese una collaborazione con le Circoscrizioni messinesi per procedere ad un preventivo esame dei più gravi fenomeni di criticità presenti in ciascun quartiere.  Tale attività potrebbe consentire al sindaco di invertire la logica della invocazione di fondi ad evento calamitoso avvenuto inserendo, invece, nella richiesta di stato di calamità naturale anche l’istanza per ottenere adeguate risorse finalizzate alla redazione di un documento programmatico in pre-emergenza sulle principali criticità territoriali segnalate. Ci auguriamo – si legge infine della nota – che tutto questo lavoro svolto da diverse decine di ingegneri messinesi, volontariamente e con grande senso civico, non vada perso e ribadiamo ancora una volta che un territorio sicuro è un territorio che attrae investitori e capitali, un territorio fragile e non adeguatamente messo in sicurezza non riuscirà a prevenire neanche le emergenze, come fino ad oggi, purtroppo, è stato evidente”.
 

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