Taormina. Usura aggravata dal metodo mafioso, in manette due persone. Altre quattro indagate

TAORMINA – Un altro duro colpo è stato inflitto dalla Guardia di Finanza alle organizzazioni criminali vicine ad ambienti mafiosi operanti sulla costa ionica messinese. Questa mattina i finanzieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del 45enne Giuseppe Ruggeri, di Taormina, e del 47enne Rosario D’Allura, di Letojanni. I due sono accusati di usura aggravata dal metodo mafioso. Le ordinanze sono state disposte dal Gip Giovanni De Marco, su richiesta dei Sostituti Procuratori della DDA presso il Tribunale di Messina, Fabio D’Anna e Fabrizio Monaco.
Sono stati inoltre perquisiti cinque appartamenti e due uffici. Le indagini iniziate nel giugno del 2010 dalla Guardia di Finanza hanno portato alla scoperta di un radicato sistema criminale finalizzato a speculare, attraverso il prestito di somme di denaro a tassi ampiamente usurai, su soggetti in difficoltà finanziaria.
I guadagni e gli interessi usurai ricostruiti si aggirano tra il 60% e il 200%. Alle vittime venivano richiesti a garanzia del prestito, gli immobili presso cui vivevano o lavoravano e assegni di rilevanti importi che poi venivano restituiti o distrutti al momento del pagamento in contanti per non lasciare traccia.
Le indagini sono state condotte attraverso l’uso di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Diverse microspie sono state posizionate dai militari all’interno di auto, uffici ed appartamenti.
In casa di Ruggeri sono stati rinvenuti e sequestrati 17.800 euro in contanti e cambiali per 16mila euro. Un informazione di garanzia è stata notificata a C. R. anche quest’ultimo accusato di agire con modalità tipicamente mafiose. Nel corso della perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti e sequestrati 10mila euro in contanti e diverse cambiali.
Coinvolti altri tre soggetti, attualmente indagati.
I Finanzieri hanno anche scoperto, attraverso scrupolose indagini bancarie e patrimoniali e con l’ausilio di riprese eseguite da mezzi aerei del Corpo, la presenza di una villa a due piani nel territorio del Comune di Taormina del valore di mercato di circa 1milione di euro riconducibile a Ruggeri.
La villa, presumibilmente costruita con i profitti dei reati, è stata sequestrata al fine di permetterne l’ulteriore confisca nelle successive fasi processuali come previsto dalle leggi antimafia.

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