Scaletta. La minoranza chiede la revoca della nomina di Raneri da consigliere dell’Unione dei Comuni: “Non ci rappresenta”

SCALETTA – «Bisogna ristabilire l’equilibrio tra rappresentanti della maggioranza e della minoranza quali espressioni della volontà popolare, affinché il Consiglio dell’Unione dei Comuni di ‘Monte Scuderi’ abbia una composizione aderente alla volontà espressa dagli elettori nella formazione dei consessi comunali». Lo sostengono i consiglieri comunali di minoranza Gabriele Avigliani, Giuseppe Meola e Salvatore Auditore, i quali hanno presentato al presidente del Consiglio, Guido Di Blasi, la richiesta di revoca di Agostino Raneri da componente dell’Unione  di ‘Monte Scuderi” e, contestualmente, dalla commissione consiliare Tarsu “in quanto – viene precisato – è venuto meno il rapporto fiduciario e di rappresentatività tra il gruppo di minoranza e lo stesso Raneri”. Le motivazioni sono contenute in una lettera inviata al segretario comunale a agli altri membri del civico consesso. Avigliani fa un passo indietro e ricorda che “Raneri è stato nominato grazie a un sistema di votazione anomalo, che non garantisce il rispetto della salvaguardia delle minoranze. In sostanza si è data la possibilità ai consiglieri di maggioranza di eleggere con i propri voti anche il componente della fazione opposta che adesso si trova a rappresentare un gruppo senza il sostegno del gruppo stesso. Ciò è avvenuto in occasione della scelta dei componenti dell’Unione dei Comuni di Monte Scuderi e per la commissione consiliare Tarsu”. La minoranza ha optato sino a questo momento “per la politica della diplomazia. E per questo motivo – sottolinea il capogruppo Avigliani – abbiamo deciso di non ricorrere al Tar per l’anomalia in questione. Le mancate dimissioni dall’incarico da parte del consigliere dimostrano tuttavia – chiosa l’esponente di opposizione – che il semplice sospetto di accordi con la maggioranza, nel corso dell’ultimo un anno è divenuto una certezza”. A breve, intanto, il Consiglio di Scaletta sarà chiamato ad esaminare lo schema di Bilancio dell’Unione, composta da due soli enti locali (l’altro Comune è Itala). Avigliani parla di “contenuti troppo generici”.

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