Roccalumera. Foibe, celebrato con un convegno il “Giorno del ricordo”

ROCCALUMERA – Celebrato con una manifestazione nei locali dell’Antica Filanda di Roccalumera, il “Giorno del ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia”, istituito con legge n.92 del 30 marzo 2004. Un’occasione per ricordare gli italiani che, tra fra il 1945 ed il 1948, furono oggetto delle persecuzioni operate dal maresciallo Tito nel folle tentativo di annettere alla Jugoslavia i territori dell’Italia Nord orientale. All’incontro, organizzato dal Comitato “10 Febbraio”, con la collaborazione di “Giovane Italia”, hanno partecipato gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Roccalumera. Hanno aperto i lavori il sindaco Gianni Miasi, il presidente del Comitato “10 Febbraio” per la provincia di Messina, Paolo Barbera , il presidente della sezione jonica di “Giovane Italia”, Ernesto Sigillo. Dopo sono intervenuti Enza Interdonato, dirigente scolastico, il parroco Padre Santino Caminiti e Lucrezia Lorenzini, docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina. Il convegno è stato moderato dal consigliere comunale Carmelo Spadaro. Prima della visita alla mostra sul “10 Febbraio”, allestita nei saloni dell’Antica Filanda, il consigliere Spadaro ha regalato alla scuola roccalumerese una decina di bandiere tricolori affinché i ragazzi possano averla in ogni classe e possano ricordare così le foibe e il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Tra il pubblico, presenti anche il consigliere comunale Pippo Campagna, l’assessore del Comune di S. Teresa, Gianandrea Agnoni, e il consigliere comunale di S. Teresa, Giuseppe Arpi. “Quest’anno il Comitato “10 Febbraio” e la Giovane Italia hanno fatto un bel lavoro – ha dichiarato Carmelo Spadaro – organizzando una mostra itinerante e dei convegni sulle foibe. L’ottima riuscita dell’iniziativa a Roccalumera è dovuta soprattutto alla disponibilità della dott.ssa Enza Interdonato e agli interventi accurati della prof.ssa Lorenzini. Bisogna partire proprio dai più giovani – ha concluso Spadaro – per raccontare quello che successe veramente nel secondo dopoguerra” .

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