Provincia, è bagarre: 8 amministratori messinesi (tra cui un assessore di Pagliara) lasciano il Pdl. Mpa in frantumi, abbandonano in 32

“Essendo ormai venuta meno la pur minima possibilità di sostituire l’arroganza con cui si seleziona il gruppo dirigente all’interno del Pdl con gli ordinari criteri della politica, cioè con i dati elettorali, con il peso che si esprime nei territori, la nostra permanenza nel Pdl è divenuta impossibile”. E’ il passaggio di una nota firmata da otto amministratori di altrettanti Comuni della provincia di Messina che hanno abbandonato ufficialmente il partito, in polemica con la “defenestrazione” di Pio Amadeo dalla giunta provinciale, decisa con l’avallo dei nuovi vertici dello stesso partito e dell’ormai ex referente di Amadeo, l’on. Santi Formica. Tra quelli che hanno abbandonato c’è anche l’assessore di Pagliara Giuseppe Di Blasi. Ed ancora: Salvatore Longo (vice sindaco di Cesarò), Giuseppe Di Franco e Maria Lanza (consiglieri comunali di Cesarò),  Aldo Virzì (vice sindaco di San Teodoro), Pietro Laganà (consigliere comunale di Pagliara), Giovanni Tortorici (consigliere comunale di Spadafora) e Dino Romano (consigliere comunale di Valdina). “Abbiamo scelto di non adattarci – prosegue il comunicato – alle logiche mediocri che mortificano le volontà elettorali”. Quindi la difesa dell’assessore defenestrato: “In questo travagliato contesto – sostengono gli otto firmatari del documento – la sola apprezzabile figura che si è distinta per disponibilità, onestà e voglia di lavorare con e per i territori, è stata la persona di  Pio Amadeo, un politico attento e lungimirante che ha condiviso la necessità di introdurre nel partito regole di democrazia, rispettose degli elettori e dei dati elettorali,  delle opinioni dei singoli e dell’indirizzo generale”.
“Per queste ragioni – concludono gli amministratori – nell’esprimere vivo apprezzamento alla persona ed all’operato di Pio Amadeo, con il quale intendiamo continuare quell’esperienza di partecipazione, di amicizia e di leale condivisione di un percorso politico fatto di voglia di cambiamento e di scelte condivise, dichiariamo definitivamente conclusa la nostra esperienza all’interno del Pdl”.
Il quadro politico a Palazzo dei Leoni, con riflessi anche fuori dalla Provincia, è comunque in continua evoluzione. La burrasca ha anche investito l’Mpa, del quale è commissario provinciale l’on. Carmelo Lo Monte che nei giorni scorsi aveva attaccato duramente il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, accusandolo di atteggiamento ipocrita nella distinzione fatta tra Mpa e Udc, due partiti dalle posizioni politiche identiche ma con conseguenze differenti. Mentre l’Mpa è stato estromesso dalla Giunta, con le revoche degli assessori Daniela Bruno e Gaetano Duca, l’Udc mantiene saldamente le proprie posizioni nell’esecutivo.
La replica di Ricevuto non si è fatta attendere. «Le motivazioni politiche esternate dall’on. Lo Monte – ha dichiarato il presidente della Provincia – dimenticano un aspetto fondamentale dell’attuale dibattito, vale a dire la profonda differenza tra l’odierno confronto politico e le elezioni del 2008. Capitolo chiuso? Assolutamente no. All’interno dell’Mpa la frattura è totale. Ieri ben trentadue esponenti autonomisti, quelli dell’associazione “Art. 1 – Autonomia e Libertà”, con in testa il presidente Alessandro La Cava ed il vice Dino Oteri, si sono autosospesi dal partito, prenendo «le distanze rispetto ad una gestione del movimento che, in sede locale, non ha mai avuto un atteggiamento in linea con le indicazioni dei vertici regionali». Ritenuta «tardiva» la presa di posizione dell’ufficio politico, in un momento «di grande confusione, rappresentati da una classe politica incapace di organizzarsi sul territorio, ma soprattutto incapace di proporre con fermezza i veri temi dell’autonomia».

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