Furci. “Epurazioni” e polemiche, l’ex consulente Simona Cordaro attacca il sindaco Parisi

FURCI – Tra dimissioni e defenestramenti l’Amministrazione comunale di Furci Siculo continua a perdere pezzi. Se da una parte, in disaccordo con l’operato del sindaco, hanno rimesso il proprio mandato gli assessori Francesco Di Bella e Francesco Foti (poi rimpiazzati da Francesco Crinò e Melo Freni) e gli esperti Giampaolo Briguglio e Concetto Ralli, dall’altra il primo cittadino Bruno Parisi ha “liquidato” altri due consulenti, Francesco Moschella e Simona Cordaro. Un benservito, quest’ultimo, motivato da poche righe: “Riscontrate – ha scritto Parisi nella determina di revoca degli incarichi – sopravvenute sostanziali modifiche delle esigenze dell’Amministrazione che hanno imposto, nel prioritario interesse pubblico, di rivalutare le esigenze dell’Amministrazione medesima”. Formula di rito che può voler dire tutto o niente e che a Simona Cordaro non è andata giù. E così ha preso carta e penna e ha scritto una “pepata” lettera indirizzata al sindaco Parisi “in difesa della propria dignità ed onorabilità”. “Ho voluto scriverle – spiega Simona Cordaro – per significarle che mai la sottoscritta le ha chiesto di conferirle incarichi e che è stato lei ad avere l’idea di nominarla quale esperto a titolo gratuito. L’incarico è stato accettato di buon grado – prosegue – con l’intenzione di potere offrire, ognuno per la propria parte, un fattivo contributo. Durante questo lasso di tempo, che va dall’incarico alla revoca, la scrivente è stata chiamata più volte a collaborare dall’assessore allo Sport e Spettacolo Sarah Vita. Insieme si è fatto tanto lavoro, nell’interesse della collettività, e perché no anche per l’immagine dell’amministrazione che lei rappresenta”. L’ex consulente chiede adesso conto e ragione della scelta di Parisi: “Deve spiegare di persona, oltre che alla sottoscritta, anche all’opinione pubblica i motivi per cui ha proceduto prima alla nomina e poi alla revoca. Con questo suo modo di gestire – chiosa la Cordaro – ha messo in discussione l’onorabilità di persone che in paese godono di stima e di rispetto e che hanno contribuito a farla eleggere”.

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