Messina. Mafia, sequestrati beni per un valore di 200 mila euro

MESSINA – Il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Messina ha iniziato il nuovo anno con il sequestro di beni per un valore di oltre 200.000,00 euro in attuazione della normativa antimafia. Prosegue incessante l’attività di “spoliazione” di ogni fonte economica di sostegno alle consorterie mafiose nel territorio messinese realizzata grazie alla sinergica collaborazione tra  Procura e Guardia di Finanza messinesi.
Per entrambi i sequestri l’attività ha avuto origine nel 2010, attraverso l’individuazione di alcuni soggetti sottoposti a una misura di prevenzione definitiva, i quali , in violazione dell’articolo 30 della legge 646/1982 (“Rognoni-La Torre), hanno omesso di comunicare al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del luogo di dimora abituale (per dieci anni ed entro trenta giorni dal fatto) tutte le variazioni nell’entità e nella composizione del patrimonio di valore superiore ad euro 10.329,14 .
In particolare nei confronti di V.P. di 48 anni, residente in Furnari ed attualmente in stato di reclusione presso la casa circondariale di Ancona, sottoposto nel 2005 alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nonché gia’ colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell‘operazione antimafia denominata “ Mare nostrum ” per diversi  reati quali associazione mafiosa, sequestro di persona e rapina e’ stato effettuato il sequestro di un appartamento di circa 140 mq. sito in Furnari del valore stimato di circa 170.000,00 € .
Nel 2008, infatti, il soggetto aveva acquistato l’ immobile  senza comunicarlo alla Guardia di Finanza e tale fatto non era sfuggito agli investigatori, i quali avevano  provveduto a denunciare la violazione penale all’Autorità Giudiziaria competente.
A disporre il sequestro e’ stato il G.I.P. del Tribunale di Messina, dr. Walter Ignazitto, su richiesta del Proc. Aggiunto d.ssa Ada Merrino.
Nei confronti di G.P., di anni 51, e’ stato effettuato invece il sequestro di un deposito obbligazionario amministrato del valore nominale di 43.500,00 €., presso la filiale di S.Stefano di Camastra della Banca Intesa San Paolo.
Tale provvedimento, emesso dal Tribunale di Messina – Seconda Sezione Penale Misure di Prevenzione, composta dai giudici dott. Mario Samperi, d.ssa Valeria Curatolo e dr. Fabio Pagana su richiesta del Sost. Proc. dr. Fabrizio Monaco della locale Procura, fa seguito alle operazioni che nell’agosto 2010 hanno portato al sequestro di ben 5 immobili per un valore complessivo di circa  650.000,00 € in S. Stefano di Camastra.
L’indagato, già esponente di spicco appartenente al clan mafioso dei Tamburello di Mistretta, e’ stato coinvolto nelle operazioni antimafia denominate “Mare Nostrum” del 2006 e “Romanza” del 2003, condannato per associazione di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione “Barbarossa” datata 1998 e denunciato dal Gico delle Fiamme Gialle messinesi per omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali.
I flussi economico-finanziari gestiti dai soggetti mafiosi vengono monitorati continuamente – attraverso un sistema di incrocio di dati supportati dalle banche informatiche in uso alla Guardia di Finanza – per scongiurare la possibilità di reimpiego, dei capitali di provenienza illecita che “inquinano” il sistema economico-finanziario legale.

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