S. Alessio. Corridoi ecologici nell’Agrò, proposta la creazione di “oasi del ristoro”

S. ALESSIO – Completata nel 2008, la riqualificazione del torrente Agrò è entrata da subito nel ristretto novero delle opere pubbliche unanimemente apprezzate dai cittadini del comprensorio. Una riqualificazione intelligente quella programmata ed eseguita attraverso i fondi a disposizione del Pit13, che ha consentito di recuperare e rendere fruibili aree che nel tempo erano state trasformate in discarica. L’opera è essenzialmente caratterizzata da un percorso pedo-ciclabile lungo circa 9 chilometri, parecchio utilizzato soprattutto durante la stagione estiva, e da numerose aree a verde che consentono lo svolgimento delle più svariate attività. Data la vastità del territorio interessato (si va dalla foce del torrente Agrò sino all’abbazia dei Santi Pietro e Paolo a Casalvecchio) sono però necessari interventi di manutenzione di una certa portata, che i singoli Comuni non riescono sempre a garantire. Ecco dunque che un ruolo importante per il futuro dei corridoi ecologici potrebbe recitarlo l’Unione dei Comuni Valli Joniche dei Peloritani. Ed è stato proprio l’ente sovracomunale a garantire la pulizia dell’area nel primo anno, mentre nell’ultimo periodo si è andati avanti con interventi sporadici spesso programmati dalle singole amministrazione, vedi il caso del Comune di S. Alessio che a proprie spese ha fatto recentemente ripulire l’area di Mantineo. Ma per preservare l’opera serve una programmazione specifica. In questo senso si inserisce la proposta del consigliere dell’Unione Enzo Picciolo. La mozione sarà discussa nel prossimo Consiglio e prevede, in sintesi, la suddivisione dei corridoio in lotti da dare poi in gestione ai privati. Quest’ultimi avrebbero la possibilità di realizzare nelle varie aree attrezzate dei chioschi di ristoro, garantendone in cambio la manutenzione. “Sino ad ora – ha spiegato Picciolo – si è andati avanti con interventi tampone che gli enti locali non possono però assicurare nel tempo. Bisogna invece – ha concluso il consigliere dell’Unione – garantire una programmazione strutturale e quella di rivolgersi ai privati potrebbe essere una soluzione”.

Leave a Response