S. Teresa. Migranti, mediazione culturale nei servizi sanitari. Presentato il progetto

S. TERESA DI RIVA – Potenziare i servizi di segretariato sociale, disbrigo pratiche, mediazione lavorativa ed alfabetizzazione italiana nei confronti dei migranti. Ed attivare, in collaborazione con l’Asp 5 di Messina, all’interno dei servizi sanitari (Poliambulatorio di S. Alessio, Consultorio familiare e servizio di neuropsichiatria infantile di S. Teresa), specifiche azioni di mediazione linguistico-culturale a supporto degli operatori dei servizi. E’ l’ambizione del progetto “The Edge. Mediazione culturale nei servizi sanitari” presentato dall’associazione Penelope nei locali di Villa Ragno. All’incontro hanno partecipato Rosario Ceraolo, direttore del Cesv (Centro servizi per il volontariato) di Messina, l’assessore ai Servizi sociali Paola Rifatto e il presidente dell’associazione Penelope, Giuseppe Bucalo; la dottoressa Carmela Miuccio, in rappresentanza del Distretto di Taormina; Iryna Chumakova, presidente dell’associazione Donne dell’Est Europa di Messina, partner del progetto e Antonella Casablanca, responsabile del Centro il Picchio di S. Teresa di Riva. “Il progetto – ha spiegato Casablanca – si rivolge ai cittadini migranti, neocomunitari ed extracomunitari, residenti nel comprensorio jonico, e a tutti gli operatori dei servizi pubblici sociali e sanitari che necessitano di specifiche attività di supporto nella mediazione linguistico-culturale con i migranti”. Solo S. Teresa conta 359 migranti regolarmente residenti. Il progetto, in collaborazione con l’associazione “Donne dell’Est Europa” di Messina, si occuperà dell’elaborazione di guide multilingue sulla salute della donna migrante che verranno distribuite in appositi incontri predisposti nel corso delle attività progettuali. “L’attenzione al fenomeno migratorio da parte delle amministrazioni pubbliche – puntualizza Antonella Casablanca – è molto bassa, e in questo campo l’associazione Penelope ha dato un notevole contributo al territorio in quanto si è posta già dal 2004 (anno di insediamento delle attività a S. Teresa di Riva) come osservatorio privilegiato delle presenza dei migranti e dell’analisi delle loro condizioni e dei loro bisogni”. 

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