Taormina. Tentata estorsione ai danni di un commerciante, in manette due catanesi

TAORMINA – I carabinieri della Compagnia di Taormina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due soggetti ritenuti affiliati al clan mafioso Brunetto facente capo alla più nota famiglia mafiosa catanese dei Santapaola, poiché ritenuti responsabili in concorso di tentata estorsione. Il provvedimento è stato emesso – al termine di una complessa e delicata attività d’indagine – dal Gip del Tribunale di Messina, Daria Orlando, su richiesta avanzata dal sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Messina, Giuseppe Verzera. A finire in manette Leonardo Previti, 50 anni, in atto sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e Alfio Patané, 32 anni.  Entrambi sono residenti nel Comune di Fiumefreddo di Sicilia dove il clan Brunetto è maggiormente radicato.Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Taormina erano state avviate la scorsa estate, quando i due, unitamente ad altri soggetti, sul conto dei quali sono in corso ulteriori accertamenti, avrebbero convinto con l’inganno un commerciante, che opera nel comprensorio taorminese a seguirli presso una località isolata del Comune di Fiumefreddo di Sicilia, dove gli avevano intimato di consegnare la somma di 20.000 euro. La “particolare” richiesta di denaro sarebbe servita quale “risarcimento” per la denuncia sporta dalla vittima, nel settembre del 2005, nei confronti di Patané, che all’epoca avrebbe richiesto all’esercente il pagamento del “pizzo”. A seguito della denuncia del commerciante, era stato iscritto presso la Procura della Repubblica di Messina un procedimento penale che è ancora in corso. Nel corso delle indagini, è altresì emerso che alla vittima sarebbe stato altresì intimato di ritrattare la propria deposizione. A Patané il provvedimento cautelare è stato notificato presso il carcere di Catania-Bicocca dove, in atto, lo stesso si trova detenuto per altra causa, mentre Previti, dopo le formalità di rito, è stato trasferito nello stesso istituto di pena.

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