Messina. No alla privatizzazione, appello del Forum provinciale per l’acqua pubblica ai sindaci dell’Ato idrico

MESSINA – “No alla Spa pubblica e moratoria subito in attesa del referendum”: queste le principali richieste del Forum Provinciale per l’Acqua Pubblica Messina ai sindaci dell’Ato idrico di Messina riunitisi ieri a Palazzo dei Leoni.
Oltre un milione e quattrocentomila persone in Italia (60mila in Sicilia) hanno firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel comitato promotore, mettendo in discussione la normativa attualmente vigente riguardo la gestione del servizio idrico, a partire dal “decreto Ronchi” che invece ne vuole rendere definitiva la privatizzazione. Confermata la validità delle firme raccolte dalla Corte di Cassazione, si attende ora che essa si esprima sulla legittimità dei quesiti referendari entro la metà di febbraio.
In Italia è già in corso una campagna che richiede alle forze politiche e istituzionali l’immediata approvazione entro il 31/12/2010 di un provvedimento di moratoria sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale. Numerosi gli enti locali, regionali compresi, ad avere deliberato in tal senso.
In Sicilia, circa 35000 cittadini e centinaia di enti locali, compresa la Provincia Regionale di Messina, hanno firmato una legge d’iniziativa popolare, che chiede la gestione pubblica dell’acqua senza società di capitali (niente spa privata o pubblica), già presa in esame presso la commissione competente dell’ARS.
Ma la battaglia del Forum provinciale continua. In attesa che la regione discuta le leggi depositate in commissione all’assemblea regionale, alla luce dei fatti viene chiesto ai sindaci dei comuni della provincia di Messina di bloccare le politiche di privatizzazione della gestione dell’acqua in modo da rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, sospendendo le procedure in atto dirette ad affidare la gestione del Servizio idrico integrato dell’ATO3 a una società di capitali pubblica, che esautora comuni e cittadini dalla gestione di un bene comune essenziale quale l’acqua, attendendo gli esiti della consultazione referendaria e chiedere l’immediata approvazione all’ARS della legge d’iniziativa popolare.

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