La Procura di Catania ha chiesto 30 anni di carcere per il primario dell’ospedale di Taormina Vincenzo Morici accusato di aver ucciso nel 1993 la moglie

La Procura di Catania ha chiesto al gup Grazia Caserta, la condanna a 30 anni di reclusione per Vincenzo Morici, il medico accusato di avere ucciso per gelosia, la sera del 4 dicembre 1993, la moglie, la docente universitaria Antonella Falcidia, nella loro abitazione in via Rosso di San Secondo a Catania. La richiesta è stata avanzata a conclusione della requisitoria, durata due udienze, tenuta dai pm Renato Papa, Salvatore Faro e Andrea Ursino. Il processo è approdato in aula a 17 anni dal delitto e si sta celebrando con il rito abbreviato e a porte aperte, su richiesta dei legali dell’imputato. La prossima udienza è stata fissata per il 13 gennaio 2011 con le arringhe della difesa. Vincenzo Morici, primario del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale di Taormina, fu arrestato il 14 marzo del 2007, a distanza di oltre 13 anni dalla morte della moglie Antonella Falcidia, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio. Il professionista fu scarcerato 25 giorni dopo dal Tribunale del riesame per mancanza di indizi. Decisione poi ribadita dalla Cassazione. L’inchiesta era stata riaperta dalla Procura di Catania nel febbraio del 2007. L’inchiesta era stata riaperta dalla stessa Procura di Catania nel febbraio 2007. La svolta era arrivata dopo che uno scanner in uso nell’Università di Trieste – durante esami del Ris su una macchia di sangue confusa ai bordi inferiori di un divano con tappezzeria fiorata – aveva evidenziato, secondo l’accusa, le prime tre lettere a stampatello del nome del marito, ‘ENZ’, che sarebbero state scritte dalla vittima, che avrebbe così indicato nel coniuge l’omicida. La Procura punta sulla tesi del delitto passionale.

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