“Operazione Torrente”, eseguite dai carabinieri otto ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa

MESSINA – I Carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale) e del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 persone, indagate, a vario titolo, per i reati di associazione mafiosa, intestazione fittizia di valori, e violazione della normativa sulla elezione degli organi delle amministrazioni comunali, aggravati dalle finalita mafiose.
I provvedimenti scaturiscono dagli esiti di una articolata indagine che, avviata nel 2008 nel quadro di un’ampia attivita di contrasto condotta nei confronti di Cosa Nostra messinese, gia negli anni precedenti aveva perrnesso di inferire duri colpi alle famiglie mafiose di Mistretta (ME) e Barcellona Pozzo di Gotto (ME), nonche ai sodalizi mafiosi dei cosiddetti “Batanesi” e “Mazzarroti”, attivi rispettivamente a Tortorici (ME) e Mazzarra Sant’ Andrea (ME).
I soggetti colpiti dalla misura cautelare personale in carcere sono:
– ARCIDIACONO Leonardo, nato a Catarua, classe 1970, ivi residente, domiciliato in Portorosa di Furnari (ME), imprcmditore;
– BISOGNANO Carmelo, nato a Mazzarra Sant’Andrea (ME), classe 1965,attualmente detenuto;
– CALABRESE Tindaro, nato a Novara di Sicilia, classe 1973, attualmente detenuto;
– GENOVESE Salvatore, nato a Mazzarra Sant’Andrea, classe 1968, residente a Furnari, imprenditore;
– GERACI Sebastiano Placido, nato a Furnari, classe 1971, ivi residente, imprenditore;
– LOPES Salvatore, nato a Fumari, classe 1951, ivi residente, medico presso l’ospedale di Milazzo, gia Sindaco del Comune di Furnari;
– MUNAFO’ Roberto, nato a Fumari, classe 1967, ivi residente, imprenditore;
– TRUSCELLO Teresa, nata a Barcellona Pozzo cii Gotto, classe 1974, residente a
Furnari, imprenditore.
Le indagini hanno permesso di documentare le più recenti dinamiche criminali dei Mazzarroti, tuttora saldamente capeggiati da cCarmelo Bisognano che, nel settembre 2008, tornato in libertà, aveva ripreso il proprio ruolo al vertice del sodalizio, nel quale era stato provvisoriamente sostituito da Tindaro Calabrese.
Sono stati cosi accertati gli interessi e le infiltrazioni del sodalizio mafioso negli appalti pubblici e privati piu rilevanti della provincia di Messina, tra cui i lavori di somma urgenza conseguenti all’alluvionce che nel dicembre 2008 aveva interessato i comuni di Mazzara Sant’Andrea e Furnari. Il pervasivo condizionamento del tessuto economico locale da parte della compagine mafiosa, risultato anche favorito dallo stretto rapporto collusivo con esponenti delle amministrazioni locali. In particolare, è stato ricostruito il diretto coinvolgimento degli indagati Tindaro Calabrese, Leonardo Arcidiacono e Sebastiano Geraci, nella campagna elettorale a favore di Salvatore Lopes, candidato ed eletto sindaco al Comune di Furnari nelle consultazioni
amministrative del maggio 2007. Tra l’altro, una volta divenuto sindaco, Lopes aveva fatto rilasciare alcune autorizzazioni a1 commercio in favore dicongiunti di alcuni degli indagati, emanando altresi quelle ordinanze di somma urgenza con cui, a seguito della citata alluvione, furono affidati i lavori a soggetti organici o contigui a1 sodalizio mafioso.
Dopo le indagini “BATANA”, “MONTAGNA”, “VIVAIO” e “POZZO”, che hanno portato complessivamente all’arresto di 73 indagati, permettendo di infierire duri colpi alla famiglia mafiosa di Mistretta, nonchè ai gruppi dei mazzarroti e dei batanesi, l’operazione “TORRENTE” costituisce l’ennesimo intervento nei confronti di uno dei sodalizi criminali piu qualificati della Cosa Nostra messinese, per il ripristino delle condizioni di legalità e di libero mercato in importanti settori dell’economia dell’area.

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