Provincia. Nelle scuole costi per energia e gas esosi, interrogazione del consigliere Rao (Pd) sui mancati controlli

Dopo la vicenda dei costi delle utenze idriche nelle scuole secondarie di competenza della Provincia, che per la sola città di Messina ammontano ad oltre 700.000 euro di debito nei confronti dell’Amam e per i quali l’ente provinciale continua ad ignorare essere a proprio carico nonostante i dettami di legge, con il risultato che oltre al fatto che il debito aumenta si dovranno pagare pure gli interessi e le eventuali spese legali per i decreti ingiuntivi, sotto la lente d’ingrandimento del consigliere provinciale del Pd Pippo Rao, sono arrivate le spese per le utenze elettriche e del gas. Per il 2009 queste per tutte le scuole secondarie della Provincia sono di 914.583,64 euro per i costi di energia elettrica, e di circa 200.000 euro per il consumo di gas. Tra gli istituti “brillano” per consumi elettrici l’“Antonello” di Messina con 61.673,29 euro, l’Istituto Magistrale “Ainis” di Messina con 51.722,60 euro, l’Itis “Verona Trento” di Messina con 49.091,52 euro, l’Itis “Maiorana” di Messina con 32.613, 65 euro, Il liceo Scientifico “Archimede” di Messina con 31.483,21 euro, il liceo Scientifico “Seguenza” con 25.136,92 euro, l’Istituto magistrale “Bisazza con 22.432,16 euro. Mentre per i costi del consumo di gas spiccano l’IP “Antonello” di Messina con 34.159,71 euro, l’Ipam “Majorana” di Messina con 20.131,88 euro, l’Itcss di Taormina con 15,251, 96 euro. Nel rilevare i costi elevatissimi a carico della Provincia il Consigliere Provinciale Pippo Rao, ha presentato una interrogazione all’Assessore alla Pubblica istruzione e al Presidente della Provincia, per capire se l’ente ha mai posto in essere azioni di controllo su costi così elevati, attivando azioni di verifica e di responsabilizzazione nei confronti dei dirigenti d’istituto scolastici. Se ha immaginato di mettere in campo processi di formazione interna sul modello dell’energy manager e per quelle azioni previste dalla normativa in materia sul contenimento dei consumi e per il risparmio energetico, ovviamente estendendole a tutte le strutture di competenza della Provincia. Se ha preventivato, altresì, la necessità di ricorrere alle convenzioni Consip. Si possono mai pagare bollette così alte – si chiede Rao – in modo automatico, senza porsi mai il problema dei costi a carico della collettività?  E’ possibile che vista l’enorme spesa a carico dell’ente nessuno mai abbia verificato come e se vengono attuate misure di risparmio e contenimento dei costi negli istituti? In altre parti d’Italia una sapiente politica di razionalizzazione energetica negli enti pubblici ha comportato grandi risparmi per risorse che potrebbero essere reinvestite proprio a favore delle politiche scolastiche.

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