Messina. Celebrata la festa dell’Unità nazionale e la giornata delle Forze armate

MESSINA – Sono stati celebrati stamani il giorno dell’Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate. Nell’occasione, come in tutta Italia, anche a Messina si è tenuta la cerimonia commemorativa per ricordare il sacrificio dei quasi settecentomila giovani soldati morti per difendere la Patria nel primo conflitto mondiale e gli ideali risorgimentali, che hanno trovato vera compiutezza solo con la Costituzione repubblicana del 1948. A Piazza Unione Europea, dinanzi palazzo Zanca, si è svolta la tradizionale cerimonia con lo schieramento interforze. A deporre le corone d’alloro sono stati il vicesindaco, Franco Mondello; il prefetto, Francesco Alecci; il presidente della Provincia regionale, Nanni Ricevuto; il generale di Corpo d’armata, comandante interregionale Carabinieri, Lucio Nobili. Alla cerimonia era presente il Gonfalone della Città di Messina, il Medagliere del Nastro Azzurro, i Vessilli ed i Labari delle associazioni combattentistiche e d’arma ed il Gonfalone della Provincia Regionale di Messina. Il prefetto Alecci ha quindi letto il messaggio del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: “Il 4 novembre di 92 anni fa aveva termine il primo conflitto mondiale e si completava il grande disegno dell’Italia unita. Oggi, all’Altare della Patria, a nome di tutti gli italiani, renderò il mio deferente omaggio a tutti coloro che sono caduti per costruire un’Italia libera, democratica e prospera. In quel momento di commosso raccoglimento, il mio pensiero andrà in particolare ai tanti giovani che, anche recentemente, hanno perso la vita mentre assolvevano il proprio compito nelle missioni di pace. Il loro ricordo così vivo e doloroso in tutti noi ci deve indurre non a desistere ma a persistere nel nostro impegno, a moltiplicare gli sforzi, anche per onorare la memoria di quei ragazzi e dare il significato più alto al loro sacrificio, che altrimenti sarebbe stato vano. Nell’attuale periodo storico di profondi mutamenti e drammatiche trasformazioni che mettono in pericolo i valori fondanti della nostra società e il nostro stesso benessere economico e sociale, nessun paese libero e democratico può sottrarsi al dovere di contribuire alla stabilità e alla sicurezza della comunità internazionale. Le Nazioni Unite, l’Alleanza Atlantica, l’Unione Europea sono interpreti e strumenti operativi di questo dovere condiviso. Ed è nel quadro dei dispositivi di intervento messi in campo da queste istituzioni e sulla base di decisioni consensuali assunte nell’ambito dei loro organi collegiali di governo che le Forze Armate italiane operano insieme a quelle di moltissimi altri Stati sovrani, nel pieno rispetto dei principi sanciti dall’articolo 11 della nostra Costituzione. È perciò dovere delle autorità politiche e militari preposte continuare ad aggiornare e migliorare strategie, strutture e capacità operative delle Forze Armate, per rendere più efficace il contrasto delle minacce da fronteggiare, garantendo nel contempo la massima protezione ai contingenti impiegati e alle popolazioni civili coinvolte. Ma è anche dovere di tutte le istituzioni e di ogni cittadino sostenere, in Italia e nel contesto sinergico delle organizzazioni internazionali, a partire dall’Unione Europea, questo primario impegno democraticamente condiviso su scala globale. Nella ricorrenza del 4 novembre, che quest’anno, nel quadro delle Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, assume significato ancor più profondo, rendiamo onore ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri e ai finanzieri che operano nelle aree di crisi con perizia, abnegazione ed entusiasmo. Riconosciamone l’impegno e la professionalità e ringraziamoli per i progressi che ci hanno permesso di compiere verso un mondo più stabile, pacifico e sicuro. Siamo orgogliosi di quanto essi fanno ogni giorno, in nome del nostro paese e della comunità internazionale”. E’ stata quindi data lettura del messaggio del Ministro della difesa, Ignazio La Russa, nel quale è stato evidenziato come queste celebrazioni “assumono quest’anno un particolare significato, alla vigilia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, perché le nostre Forze Armate hanno rappresentato l’elemento fondante per costruire il processo unitario e consolidare nel tempo quel patrimonio di identità che oggi rappresenta una realtà condivisa per tutti gli Italiani.L’odierna ricorrenza non deve quindi essere soltanto momento di ricordo delle vicende storiche legate alla realizzazione dell’Unità Nazionale, che giunse a compimento proprio con la vittoria nella Prima Guerra Mondiale, ma deve soprattutto rappresentare un momento per riflettere sul significato dell’essere e del sentirsi parte di una Nazione per la quale tanti italiani, chiamati a servire la Patria in armi, sacrificarono il bene supremo della vita. L’Italia è orgogliosa delle proprie Forze Armate e sa di poter contare, oggi come nel passato, sul loro impegno e sulle loro capacità. La ricorrenza di quest’anno vede i nostri militari riaffermare con vigore la volontà di essere con la gente e tra la gente, per rinsaldare i valori immutabili nel tempo che uniscono la compagine militare al Paese, nella certezza di agire nell’interesse e con il sostegno del popolo italiano”. A seguire, per solennizzare la ricorrenza, si è tenuto, nel salone delle Bandiere, l’intervento del prof. Salvatore Bottari, dell’Università degli studi di Messina, sul 150° anniversario dell’impresa dei Mille. Il prof. Bottari ha curato recentemente la mostra “Giuseppe Garibaldi (1807-1882) – un percorso biografico attraverso testi e immagini”, che si è svolta al Teatro Vittorio Emanuele. Garibaldi, nel luglio 1860, entrò a Messina, dopo avere combattuto e vinto a Milazzo. All’Archivio storico comunale è conservata una sua lettera, datata 22 marzo 1882, indirizzata ai “miei cari e prodi messinesi”, in cui uno dei protagonisti del Risorgimento italiano fa riferimento alla “gloriosa popolazione messinese”.

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