Fiumedinisi. La moglie morì per l’incendio causato da una stufa, pensionato assolto dall’accusa di omicidio colposo

MESSINA – Il gup del tribunale di Messina, Walter Ignazitto, ha disposto il non luogo a procedere per un pensionato di Fiumedinisi, Antonino Crisafulli, 67 anni, accusato di omicidio colposo «perché il fatto non sussiste».  L’uomo era accusato della morte della moglie, la pensionata Caterina Cicala, 64 anni, a causa delle numerose ustioni subite in varie parti del corpo durante un incendio sviluppatosi in casa della coppia dopo che il marito aveva acceso una stufa. L’uomo aveva riportato brucature e venne ricoverato in ospedale.Crisafulli, dopo aver acceso la stufa, si sviluppò una fiammata e in breve il rogo divampò nell’intero piano terra della loro abitazione, dove si trovava la moglie, che da empo trascorreva le sue giornate su una poltrona in quanto semipalarizzata in seguito ad un ictus. Stando al capo d’imputazione iniziale l’uomo accese la stufa «senza aver assicurato un adeguato allaccio della bombola al regolatore di pressione ed alla stufa provocando una fuoriuscita di gas dalla bombola».  Di qui l’accusa di omicidio colposo per la morte della moglie. La tragedia avvenne la mattina del 30 aprile del 2007 a Fiumedinisi, in via Umberto I, in pieno centro. L’anziana signora si trovava al piano terra della sua abitazione, nel soggiorno, insieme al marito, anch’egli pensionato. Infreddolita, la donna chiese al coniuge di accendere la stufa. Una banale operazione quotidiana, trasformatasi in un attimo in una tragedia fatale. Ad un certo momento si sviluppò una fiammata che investì le suppellettili della stanza e in pochi secondi il rogo aveva divorato l’intero piano terra dell’abitazione. Per la donna, impossibilitata a muoversi, non c’era stato nulla da fare. Il marito, con gravi problemi di vista per un incidente stradale, aveva trovato la salvezza grazie ad una via di fuga dal retro dell’abitazione. A dare i primi soccorsi erano stati i vicini e gli impiegati comunali. Sfondate le due porte principali avevano domato le fiamme con un estintore del Comune. Caterina Cicala, ustionata in più parti, era riversa sulla poltrona priva di vita, all’interno del soggiorno completamente annerito dal fumo e devastato dalle fiamme.  L’uomo venne trasporto al Policlinico di Messina per ustioni subite in più parti del corpo.

 

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