Riesumata a Montelepre la salma del bandito Giuliano, la cui storia passa anche da Antillo

Un pool di medici legali, su incarico della Procura di Palermo che, dopo quasi 60 anni, ha riaperto l’inchiesta a carico di ignoti, per omicidio e sostituzione di cadavere, ha riesumato questa mattina nel cimitero di Montelepre la salma del bandito Salvatore Giuliano. I resti sono stati deposti in una nuova bara per essere poi portati nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo per l’esame del Dna.  L’esame svelerà l’identità, da molti messa in dubbio, dell’uomo sepolto e , forse, fatto passare per Giuliano. Potrebbe esserci una svolta, quindi, sul primo grande mistero della storia della Repubblica, l’uccisione dell’uomo che negli anni convulsi del dopoguerra fu protagonista della stagione controversa e sanguinosa del banditismo in Sicilia. La storia del ”re di Montelepre” passa anche da Antillo, piccolo comune collinare della Valle d’Agrò in provincia di Messina, dove ancora oggi si racconta che Salvatore Giuliano ebbe una relazione con una donna del luogo dalla quale nacque un figlio. Negli anni scorsi della vicenda si interessarono anche i giornali ma non c’è mai stata nessuna verità sulla presunta ”donna di Giuliano” e del bambino. Ma ancora oggi ad Antillo si parla di questa storia d’amore che rimane, comunque, uno spaccato di storia non scritta che ormai fa parte della leggenda che avvolge il bandito di Montelepre.

 

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