S. Teresa, un “ponte” per favorire l’inserimento degli immigrati

S. TERESA – Un ponte tra la popolazione immigrata e le strutture pubbliche per facilitare il raccordo tra culture diverse e migliorare la conoscenza dei diritti attraverso l’informazione e l’accompagnamento nell’accesso ai servizi. E’ la sintesi del progetto di mediazione culturale “Millemondi” finanziato dal ministero dell’Interno attraverso il Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi ed avviato a S. Teresa di Riva dall’associazione Penelope. I servizi sono stati presentati nei giorni scorsi nei locali di Villa Ragno. Il notevole interesse suscitato dall’iniziativa è stato evidenziato dal sindaco, Alberto Morabito, il quale parlando anche a nome dell’Unione dei Comuni delle Valli joniche ha richiamato l’attenzione sulla “necessità di avviare strategie di integrazione solide e durature mirate a creare sul territorio percorsi di inclusione sociale”. La dottoressa Giovanna Alibrandi, intervenuta in rappresentanza della Prefettura, ha spiegato l’importanza di accedere ai fondi europei per attivare risorse integrative, sottolineando al contempo l’impegno della prefettura nel campo delle politiche dell’integrazione culturale. I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Bucalo, presidente dell’associazione Penelope, il quale ha ripercorso le tappe di un lungo cammino, svolto dal suo gruppo di lavoro, nel campo dell’immigrazione e dell’integrazione culturale dei cittadini immigrati grazie all’attivazione di una serie di sportelli di segretariato sociale e disbrigo pratiche. I particolari tecnici dei servizi, ad una platea per lo più composta da immigrati e operatori dei servizi pubblici del territorio, sono stati chiariti dalla responsabile del centro Il Picchio di S. Teresa, Antonella Casablanca. “Il progetto – ha spiegato – prevede la creazione di uno sportello di segretariato sociale e di mediazione culturale gestiti rispettivamente da un addetto, Eugenio Caminiti, e da due mediatrici linguistico – culturali scelte tenendo conto delle lingue più rappresentative del territorio, ovvero quella araba (Amzil Khadija) e quella russo-ucraina (Svitlana Dondyk)”.

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