Regione. Avviato all’Ars il dibattito sul quarto governo Lombardo. L’on. De Luca chiede le dimissione del presidente

PALERMO – La discussione sulle comunicazioni del presidente della regione Raffaele Lombardo sulla composizione del suo 4° governo, avviata all’Assemblea siciliana nella seduta antimeridiana di oggi, presieduta da Santi Formica, proseguirà a Sala d’Ercole martedì 28 settembre alle ore 16.
Nella prima fase del dibattito sul nuovo governo regionale sono intervenuti Pippo Gianni e Raimondo Maira dell’Udc; Cateno De Luca del gruppo misto; Innocenzo Leontini del Pdl; Giuseppe Arena e Nicola d’Agostino del Mpa.

“Un populu, diventa poviru e servu quannu ci arribbanu a lingua addutata di patri: è persu pi sempri”. Inizia citando Ignazio Buttitta, l’on.le Cateno de Luca, il suo intervento sul Lombardo Quater. “Questa citazione – ha dichiarato De Luca – sintetizza il mio burrascoso rapporto con il MPA, perché la facoltà di protestare e di dire no, non può togliercela nessuno”. Rivolgendosi al presidente Lombardo, l’on.le De Luca ha dichiarato: “sono pronto a sostenerlo, a questa esclusiva condizione: il primo atto che Lei, ed il suo governo di tecnici,  dovrà proporre al Parlamento Siciliano è un Disegno di legge di tale contenuto: <>.
Lei ha avuto la capacità sig. presidente, con la sua girandola di governi –   ha proseguito De Luca- di fare emergere nel popolo siciliano due qualunquistici sentimenti nei confronti della classe politica: “u megnu iavi a rugnu” e “a sciarra e pa cutra”. In tempi non sospetti, il 20 maggio scorso, la invitai con una lettera pubblicata su tutti i quotidiani regionali, a presentarsi in Parlamento per lanciare  un sincero e definitivo appello ai Parlamentari “liberi e forti” che, per evitare di indebolire ulteriormente la Sicilia, avrebbero potuto sostenerla, disattendendo gli ordini romani di scuderia, per una nuova Giunta formata esclusivamente da Parlamentari eletti dai Siciliani. Voglio ricordarle, a Lei ed al Pd, continua De Luca – che la vera rivolta autonomista l’ha avviata questo parlamento, su mia proposta, approvando gli articoli 13,14 e 15 dell’ultima finanziaria regionale, finalizzati a bloccare lo sperpero e a punire i soggetti che effettuano spese senza la relativa copertura finanziaria, ufficializzando al Parlamento, il reale indebitamento della Regione Siciliana, chiudendo così con l’era dei Bilanci falsi.
Le ricordo – prosegue De Luca – che queste norme prevedevano una scadenza ben precisa: il 30 giugno è ormai passato e come sempre Lei se n’è infischiato di mettere in atto le rivoluzioni volute dal Parlamento.
Altro che  ribaltonista – ha concluso l’on.le De Luca – Lei è incapace  e parassita: grida al Governo  ladro di Berlusconi,  ma ci è dentro a tutti gli effetti con un Vice Ministro, invoca l’autonomia politica e nel contempo da il colpo di grazia alle casse regionali, pretendendo poi di fare l’autonomista con i soldi dello Stato.
Le rinnovo, il mio invito, Signor Presidente – conclude l’on. De Luca – tragga le dovute conclusioni da questo dibattito, e si dimetta,  per consentire al popolo siciliano di scegliere chi li deve governare”.

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