Fiumedinisi. Duro attacco della minoranza a sindaco e maggioranza: ”Siamo pronti a chiedere lo scioglimento del Consiglio per gravi e ripetute violazioni di legge”

FIUMEDINISI  – Ormai è scontro duro nel centro collinare in ambito politico tra la maggioranza che si rifà al sindaco e deputato regionale Cateno De Luca e la minoranza. Lo si evince da un documento dei consiglieri di opposizione che, qui, di seguito riportiamo integralmente: “I consiglieri dello scrivente Gruppo di minoranza – si legge in un comunicato –  hanno abbandonato i lavori consiliari nella seduta del 13/09/2010, dopo che il Consiglio, con un solo voto di scarto, ha respinto la mozione pregiudiziale a firma di  Francesco Repici, Nino Maisano, Ricca e De Francesco, contenente la richiesta di rinviare alcuni argomenti iscritti all’OdG – ritenuti di importanza determinante per la sopravvivenza della Comunità – ad un’apposita seduta consiliare dove fosse anche presente l’argomento riguardante i rapporti intercorsi e intercorrenti tra il Comune – partecipate comprese – e la FENAPI comprese tutte le sue derivazioni societarie e/o associative. Il capogruppo, Repici, ha dichiarato che tra le iniziative politiche programmate vi è anche la richiesta di scioglimento del Consiglio comunale per gravi e ripetute violazioni di legge. Si allega la mozione pregiudiziale”. I sottoscritti consiglieri comunali – si legge ancora nel documento diffuso dall’opposizione –  premesso che alcuni argomenti iscritti all’ordine del giorno di questo Consiglio sono di importanza determinante per la sopravvivenza della nostra Comunità; che la convocazione odierna appare, per certi versi, una sfida senza senso e una scomposta, e – nello stesso tempo – un ulteriore inquietante tentativo di zittire la minoranza, che ha svolto con rigore il proprio ruolo istituzionale di controllore politico sull’attività del Sindaco e della sua Giunta, i cui atti, in minima parte esaminati da questo Gruppo, si appalesano viziati da irregolarità e che altri, in corso di verifica, sembrerebbero ricalcare lo stesso percorso; che con risibile motivazione non è stata accolta la richiesta di convocazione del Consiglio con all’O.d.g. “Rapporti FENAPI, comprese associazioni e società ad essa collegate o riconducibili, con il settore pubblico”, con ciò avvalorando ipotesi e sospetti su un’accentuata confusione tra interesse pubblico, del quale il Comune è istituzionalmente portatore, e interessi privati rappresentati dalla FENAPI, soci, partecipate e collegate, tenendo presente che per molto, ma molto meno, il gruppo consiliare di “Sicilia Vera” ha inoltrato richiesta di convocazione del consiglio comunale di Santa Teresa di Riva, come appreso da un quotidiano on line; ritenuto che se quanto ipotizzato in premessa dovesse risultare corrispondente al vero, potrebbero derivare conseguenze disastrose per la nostra Comunità, che oggi, senza cognizione alcuna, possono essere negate solo da persone interessate, che per vari motivi, alcuni da comprendere, vogliono nascondersi dietro un dito; -che la vendita (a chi?) del bosco comunale rappresenta un’altra iattura per la comunità fiumedinisana come da due anni a questa parte è stato detto e ripetuto in questo Consesso e nei pubblici comizi, il cui ricavato (€ 1.500.000,00) che costituisce moneta buona, dovrebbe essere utilizzato per la costruzione di opere viarie di grande e sproporzionata portata per le esigenze della Comunità (cfr. GURS del 4/6/2010 n. 26), tra l’altro non precisate negli atti messi a disposizione dei Consiglieri, per € 13.000.000,00 (25 miliardi del vecchio conio), la cui utilità rispetto ai costi, non solo è negativa, ma anche dannosa, per ovvi motivi, sui quali qui non ci si sofferma; preso atto che il sindaco, con tutta evidenza, non ha dato e non vuole dare alcuna risposta ai quesiti postigli dalla Minoranza con garbo e rispetto istituzionale, mentre ha risposto – come è suo costume – con pubblici insulti, che potrebbero essere contraccambiati, agevolmente, anche sul piano personale, in ciò impediti dalla dignità e decoro personale e istituzionale dei firmatari della presente. A quanto precede si aggiunge il disprezzo del nostro ruolo istituzionale da parte del Sindaco che voleva ridurre a complice comparsa delle sue scorrerie finanziarie che, per chi ha un minimo di preparazione in materia economica, non possono che condurre allo sfascio totale. Per quanto premesso, ritenuto e preso atto, i sottoscritti Consiglieri, denunciano a questo Consiglio l’inaccettabile comportamento personale e politico, in parte esposto in questo documento e in altri pregressi, contrassegnato: 1) da un disegno volto a far passare la menzogna per verità e la verità per menzogna; 2) da atti, limitatamente a quelli esaminati fin’ora, formalizzati senza alcun rispetto dell’oggettiva verità; 3) da un continuo turpiloquio e gesti, non propriamente “onorevoli” dirette a chi da lui dissente e che non si vuole rendere suo complice a scapito degli interessi collettivi e della propria onorabilità; chiedono il rinvio della discussione di alcuni argomenti oggetto di questa seduta consiliare che sarebbe più che opportuno trattare in quella dove viene previsto anche l’argomento riguardante i rapporti FENAPI, comprese associazioni e società ad essa collegate o riconducibili, con il settore pubblico. Precisando a tal uopo che non sono stati richiesti documenti contabili e quant’altro della FENAPI – che, invece, per trasparenza dovrebbero essere esibiti spontaneamente – ma documenti e atti contabili che attengono esclusivamente rapporti giuridici intercorsi e intercorrendi con il Comune”.

 

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