Disagi e disservizi nel trasporto pubblico siciliano, sempre meno puntuali i treni nella tratta Messina-Catania-Siracusa

“Sta diventando sempre più difficile mantenere lo standard della puntualità dei treni in Sicilia, in modo particolare sulla relazione Messina-Catania-Siracusa, per non parlare delle altre relazioni, così come per il trasporto pubblico urbano in città (mancate coincidenze ai capolinea tra bus e treni)”. A sostenerlo è Giosuè Malaponti, coordinatore del Comitato pendolari. “Desidero sottoporre all’attenzione dei dirigenti di Rete ferroviaria italiana, di Trenitalia e dei dirigenti dell’Assessorato regionale ai trasporti – scrive in una nota – le problematiche vissute dai pendolari alla stazione centrale di Catania e sull’intera relazione in questi ultimi mesi, a parte i ritardi giornalieri e le soppressioni improvvise dei primi treni del mattino. Alla stazione centrale di Catania – prosegue Malaponti – i ritardi non si contano più, interruzioni, guasti agli scambi che bloccano la circolazione (vedi le stazioni di Cannizzaro, Bicocca, Acquicella, Giampilieri, Fiumefreddo, Alcantara)”. Le soppressioni dei treni 8577, 8578, 8580 nei giorni 25 e 26 agosto, i ritardi rilevati nella giornata del 26 agosto 2010 ai treni 3865 (118 min.), 8575 (27 min.), 12865 (12 min.), 12867 (7 min.), 12878 (giornalmente dai 10 ai 15 min.). “Per non parlare – incalza il coordinatore dei pendolari – delle mancate tempestive informazioni all’utenza nelle varie stazioni e a bordo treno, tempestive informazioni acclarate nelle varie carte dei servizi sia di Rete ferroviaria italiana che di Trenitalia. Desideriamo, inoltre, chiedere: quale sarà il futuro del trasporto ferroviario in Sicilia? Allo stato attuale, nelle grandi e medie stazioni, vi sono i dirigenti del movimento ancora in servizio, eppure stiamo riscontrando questi gravi disservizi: mancanza di una tempestiva informazione all’utenza, monitor che di colpo si spengono e non danno più nessuna informazione, se non dei codici di reset e molto spesso sono completamente spenti. Questo è solo l’inizio – conclude Malaponti – se consideriamo che tra qualche anno al massimo, completati i lavori dei sistemi tecnologici dell’infrastruttura ferroviaria, tutte le stazioni ivi comprese quella di Messina, Catania e Siracusa (già la maggior parte delle piccole stazioni sono divenute negli anni fermate impresenziate) verranno definitivamente chiuse e a dirigere tutto il traffico ferroviario siciliano sarà solamente la sala operativa di Palermo. Desideriamo, infine, chiedere ai dirigenti del dipartimento trasporti della Regione Siciliana del perchè non sia stato ancora sottoscritto il contratto di servizio per il trasporto ferroviario con Trenitalia”.

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