Terremoto nelle isole Eolie: frane e smottamenti a Lipari. La forte scossa (4.6 di magnitudo) avvertita anche nel comprensorio jonico

LIPARI (Messina) – Alle 14.54 di oggi un terremoto di magnitudo 4.6 ha colpito le isole Eolie. Non si registrano, fortunatamente, danni alle persone ma qualche smottamento e frane L’epicentro della scossa è stato localizzato in mare a 13 chilometri di profondità e a sei chilometri dall’isola di Lipari. La scossa è stata avvertita in quasi tutta la Provincia di Messina, zona jonica compresa, da Scaletta Zanclea fino ad oltre S. Alessio Siculo. Anche nei paesi ionici la paura è stata tanta e molte persone, per timore del ripetersi di un’altra scossa, sono uscite di casa. A Lipari ci sono stati movimenti franosi nella zona di Vallemura e sulla spiaggia. Le località prossime all’epicentro, informa la Protezione civile, sono Lipari, Santa Marina Salina e Leni.La scossa sismica – afferma il dirigente generale del dipartimento di Protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco – ha generato grande allarme e paura tra abitanti e turisti del luogo. Stiamo monitorando l’intero arcipelago colpito dal sisma e, insieme ai vigili del fuoco e alla capitaneria di porto, procederemo a inibire le zone balneari piu’ a rischio di eventuali frane”.  Il sindaco di Lipari, Bruno, ha costituito un’unità di crisi. Domani, intanto, dovrebbe arrivare il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.

Non solo terremoti: nelle isole Eolie sono di casa anche vulcani capaci di generare esplosioni violente. Tra le più recenti, basti pensare a quella che il 30 dicembre 2002 ha fatto crollare in mare una parete di roccia, generando uno tsunami che ha investito l’intero arcipelago.

Si calcola che l’esplosione della Sciara del Fuoco, preceduta da una serie di scosse di terremoto, abbia riversato in mare complessivamente 20 milioni di metri cubi di roccia lavica. In quell’occasione venne fatta evacuare la popolazione rimasta nella frazione di Ginostra.

Da allora Stromboli è un vero e proprio sorvegliato speciale, monitorato costantemente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con geologi e vulcanologi di tutta Italia. L’obiettivo è controllare la vicino il comportamento del vulcano, che non riposa mai, per organizzare le contromisure in modo tempestivo. Si calcola infatti che, nell’eventualità di un nuovo tsunami, il tempo utile per intervenire è di appena 30 minuti.

L’allarme a Stromboli è scattato ancora in seguito all’esplosione effusiva del 9 marzo 2007 e dopo quella esplosiva risale del 24 novembre 2009, considerata una delle più forti e potenti nella storia del vulcano. 

 

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