Unione Valli joniche, il presidente Di Ciuccio mette un freno alla diaspora

S. TERESA (carmelo caspanello) – Le ultime fasi, decisamente involutive, dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche e dei peloritani, non gettano nello sconforto il neo presidente, Antonio Di Ciuccio. Non si è ancora spenta l’eco dello scontro sull’inquinamento del mare e sul funzionamento dei depuratori, tra i sindaci di S. Teresa, Alberto Morabito e l’omologo roccalumerese, Gianni Miasi  (con quest’ultimo che ha dichiarato di aver posto sull’Unione una pietra tombale) ed ecco che il massimo rappresentante dell’Ente tenta di salvare il salvabile. E, soprattutto, di arginare una possibile diaspora, che rischia di fare assottigliare ulteriormente il numero dei paesi membri dell’Unione, già passati da 18 a 12. Altri, infatti, in testa Roccalumera, potrebbero  andar via. Di Ciuccio non ci sta.  “È mia intenzione – scrive in una lettera inviata ai sindaci ed ai consiglieri dell’Ente – riprendere concretamente l’attività di progettazione di uno sviluppo armonico e unitario del territorio. Trascorse le ferie estive, che mi auguro siano rigeneranti per tutti noi – prosegue – convocherò un incontro per programmare gli obiettivi della prossima stagione autunnale. Sono sicuro che da una forte concertazione riusciremo a ripartire con slancio e determinazione, superando l’attuale fase involutiva, cogliendo le opportunità destinate agli organismi comprensoriali”. Il presidente sostiene che “le prospettive di questi pochi anni di attività dell’Unione sono state a volte incoraggianti, a volte incerte, ma sicuramente si è raggiunto un obiettivo irrinunciabile: cominciare ad essere considerati, come Unione, un interlocutore essenziale a tutti i livelli istituzionali, rappresentando un valido punto di riferimento per i cittadini”. Senza entrare “nel merito all’attuale fase di difficoltà che attraversano i rapporti tra componenti importanti dell’Unione”,  Di Ciuccio sottolinea che è sua “intenzione recuperare le positività esistenti al nostro interno e quanto di buono è stato realizzato, nella certezza della determinazione di non fare passi indietro rispetto a scelte ampiamente condivise. Tutto ciò – conclude il presidente – principalmente per non deludere i cittadini che non vogliono assistere a degradanti spettacoli di contrapposizioni improduttive ma auspicano, al contrario, una valida e capace classe politica che sappia essere effettivamente portatrice delle istanze di rinnovamento provenienti dalla società”.

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