Roccalumera. Depuratore non a norma, in stand by lavori per 1 milione e 300mila euro

Carmelo Caspanello

ROCCALUMERA – Con l’avvento dell’estate, riesplode con canonica puntualità il “caso” legato al funzionamento dal depurazione consortile che serve i Comuni di Roccalumera, Furci e Pagliara. Tre centri in cui, nella calda stagione, la popolazione raddoppia o addirittura triplica a fronte di un impianto notoriamente insufficiente. Da una nota diramata nei giorni scorsi dall’assessorato provinciale delle Politiche energetiche e tutela dell’ambiente, si evince che il depuratore non è adeguato alle prescrizioni vigenti, compresa la restrittiva norma regionale in materia. Il documento è stato inviato all’assessore regionale dell’Energia Pier Carmelo Russo, all’Arpa, al dirigente dell’Ato3 Acque Messina e, per conoscenza, al dirigente del 5° dipartimento Politiche energetiche e tutela dell’Ambiente della Provincia. A distanza di pochi giorni, il sindaco di Roccalumera, Gianni Miasi, ha inviato agli stessi indirizzi (aggiungendo quello del presidente della Regione, Raffaele Lombardo) un documento di replica, dai toni perentori. “A loro – esordisce il primo cittadino – ho rappresentato lo sconcerto, la rabbia e l’impotenza che mi assale giornalmente nel vedere che tutte le buone intenzioni si infrangono, spesso, dinnanzi ad una assurda attenzione alle virgole ed alla forma  esasperata…”. Miasi, nella missiva, ha segnalato che “il 13 novembre del 2008 la Conferenza dei sindaci della provincia di Messina, in sede di assemblea dell’Ato idrico 3, ha deliberato un finanziamento di 1 milione e 340mila euro per il depuratore intercomunale di Roccalumera, a valere sulle  economie provenienti dagli appalti precedenti. Il 13 Novembre  2010 – incalza il sindaco – ricorrerà il secondo anniversario dell’assegnazione delle somme e, a tutt’oggi , non è stato possibile procedere all’appalto dei lavori,  bloccato dalla telenovela infinita del mancato rilascio dell’autorizzazione allo scarico dei reflui depurati”.

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