Scaletta. Tentata estorsione a laboratorio di analisi, 5 persone finiscono in carcere tra cui un militare delle Forze dell’ordine

SCALETTA – I carabinieri della Compagnia Messina sud hanno arrestato cinque persone, ritenute responsabili di concorso in tentata estorsione aggravata  continuata ai danni del titolare di un laboratorio di analisi di Scaletta Zanclea. A finire in manette Massimo Spinella 31 anni, messinese, residente a S. Margherita, impiegato alla Regione; Antonino Spinella, 60 anni, pensionato, anch’egli residente a S. Margherita; Giuseppe Vecchio, 34 anni, operaio, messinese ma domiciliato ad Ancona; Nunzio De Salvo, Etiope di 66 anni, pensionato, residente a Messina ed un appartenente alle forze dell’ordine di Messina del quale non sono state rese note le generalità. Tutti sono ritenuti responsabili di concorso in tentata estorsione aggravata e continuata. L’appartenente alle forze  dell’ordine e Massimo Spinella anche di concorso in abuso d’ufficio aggravato che sarebbe stato commesso lo scorso giugno e di concorso in rivelazione ed utilizzazione continuata di segreto d’ufficio, reato che secon l’accusa che sarebbe stato commesso fino al luglio scorso. Ad Antonino e Massimo Spinella viene anche contestato il reato di concorso in molestie o disturbo alle persone, aggravato. De Salvo, infine, è ritenuto dalle forze dell’ordine che hanno compiuto l’operazione, responsabile delle violazioni delle prescrizioni connesse alla sottoposizione alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, fatto che sarebbe stato commesso a scaletta il trascorso 4 luglio. Le indagini sono state avviate dai carabinieri di Giampilieri a marzo, in seguito all’incendio doloso di un autovettura a Giampilieri superiore. L’auto è risultata di proprietà del fratello di uno dei titolari del laboratorio di analisi cliniche di Scaletta. Gli accertamenti hanno consentito agli investigatori di evidenziare il ruolo centrale rivestito nella vicenda da tale attività commerciale. Al laboratorio sono stati ricondotti una serie di incendi dolosi ad abitazioni, studi medici, autovetture e minacce telefoniche, tutte azioni legate da un unico denominatore: le vittime lavoravano o avevano lavorato nel laboratorio di analisi o erano loro congiunti.  I sospetti delle forze dell’ordine si sono indirizzati su Massimo Spinella, già socio del laboratorio e poi estromesso in circostanze conflittuale nel 2008 dagli altri due soci, l’unica persone a non aver subìto alcuna intimidazione. I militari dell’Arma hanno così ipotizzato un contesto estorsivo finalizzato ad annullare la potenzialità lavorativa del laboratorio.  Gli arresti sono scattati tra la tarda serata di ieri e questa mattina in esecuzione di una ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Gip di Messina, Luana Lino, su richiesta del Pm presso la locale procura della Repubblica, Stefano Ammendola.

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