Itala. Post alluvione, opere urgenti in stallo. Il vice sindaco: “Urgono interventi per riparare i danni e scongiurarne di nuovi”

Carmelo Caspanello

ITALA – “Il nostro Comune, a causa delle stesse piogge che lo scorso primo ottobre hanno causato morti a Scaletta e Giampilieri, ha subìto danni notevoli alle infrastrutture, alla viabilità, ad immobili privati, con conseguente sgombero coattivo di parte degli abitanti, ancora oggi ospitati in strutture alberghiere o alternative. A nove mesi di distanza si registra una situazione di stallo nonostante ci sia la necessità di interventi urgenti”. E’ l’amaro sfogo del vice sindaco di Itala, Salvatore Cacciola, il quale ha messo nero su bianco la delicata situazione del paese in una lettera inviata al presidente del Consiglio Berlusconi, al Governatore Lombardo, al soggetto attuatore (il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca), alla Protezione civile, al Genio civile, alla Prefettura, al presidente della Provincia ed ai carabinieri di Scaletta. “In virtù dell’accordo di programma quadro firmato tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione siciliana – evidenzia Cacciola – arriveranno a Messina  87 milioni di euro per la messa in sicurezza di Giampilieri ed altre zone. A Scaletta sono stati assegnati 5 milioni di euro per opere di messa in sicurezza degli insediamenti abitativi delle frazioni Divieto e Guidomandri Superiore ed un milione e 400mila euro per la sistemazione idraulica a monte del centro abitato, a Divieto. Per Itala è stato stanziato solo un milione e mezzo  per il consolidamento e la regimazione idraulica di Borgo. Purtroppo, il nostro Comune – prosegue il vice sindaco – è rimasto all’oscuro di qualsiasi programmazione effettuata da tecnici nominati dal Commissario delegato. Pur essendo state individuate aree a rischio molto elevato – incalza Cacciola – non si è visto nessun segnale d’intervento”. Alle istituzioni alle quali è stata indirizzata la lettera, il Comune di Itala chiede di conoscere innanzitutto “la programmazione e il cronoprogramma delle opere  di ripristino e messa in sicurezza di strutture pubbliche e immobili privati”. Gli amministratori intendono sapere “quali interventi risultano finanziati e quali sono in previsione di finanziamento; quali abitazioni necessitano la demolizione; quante famiglie vivono in albergo o in affitto”. Ed ancora: “Se è stato redatto  un piano di interventi relativi al ripristino della viabilità, della rete idrica e fognante, degli edifici distrutti o danneggiati”. “Restiamo in attesa di una risposta – conclude Cacciola – che solo gli esperti nominati  dal Commissario possono e devono fornire”.
 

Leave a Response