Unione dei Comuni delle Valli Joniche, il presidente Di Ciuccio giura davanti al Consiglio e indica le strategie dell’Ente

S. TERESA DI RIVA – Il neo presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli joniche dei peloritani, il sindaco di Antillo, Antonio Di Ciuccio, ha finalmente preso il pieno possesso delle sue funzioni. L’assemblea dei sindaci lo ha eletto alla fine dello scorso mese di aprile, al posto del primo cittadino di Savoca, Nino Bartolotta, che aveva concluso il suo mandato. I continui rinvii del Consiglio dell’Ente, per la cronica mancanza del numero legale, hanno però fatto slittare il giuramento del neo presidente fino a lunedì sera, quando finalmente ha potuto prestarlo pronunciando così il suo discorso ufficiale di insediamento. La presidenza Di Ciuccio giunge in una fase delicata dell’Unione, partita con una aggregazione di 18 Comuni, adesso assottigliatasi a 12 per la fuoriuscita di Fiumedinisi, Nizza, Alì, Alì Terme, Scaletta e Itala. Ma a quanto pare non è finita e all’orizzonte si profilano nuove diaspore. Di Ciuccio non ha negato il momento di difficoltà che sta attraversando l’Unione dei Comuni. In primo piano ha posto proprio “l’esigenza di una attenta e scrupolosa riflessione sulle prospettive e finalità dell’organismo”. Ha quindi sottolineato che “i comuni consorziati nell’Unione non rappresentano numericamente un bacino elettorale significativo e quindi particolarmente appetibile. Pertanto, a maggior ragione, è necessario compattarsi e aggregare consensi su alcuni ben determinati progetti sui quali impegnarsi, senza disperdersi o dividersi su sterili campanilismi che non hanno respiro comprensoriale”. Il Presidente considera essenziale chiarire “la linea strategica da condurre compattamente e in sinergia fra tutte le componenti dell’Unione, tra le quali un ruolo dinamico e particolarmente positivo può essere svolto dal Consiglio dello stesso Ente, che può supportare ancor più validamente l’azione portata avanti dall’esecutivo”. A parere del neo presidente “è fortemente limitativo ritenere che l’Unione dei Comuni debba avere semplicemente il ruolo assegnatogli dal testo unico degli enti locali ed espletare la propria attività nella gestione associata di alcuni servizi.  E’ necessario – ha concluso Di Ciuccio – avviare una prospettiva più ambiziosa nella quale l’Unione sia effettivamente una guida che si prefigge un ruolo di primo piano nella programmazione e nella realizzazione degli interventi per il territorio”.

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