Letojanni. E’ morto l’ing. Mario Arrigo, presidente onorario dell’associazione nazionale Vigili del Fuoco

LETOJANNI – Si è spento la scorsa notte, all’età di 84 anni, l’ingegnere Mario Arrigo, una delle figure storiche del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Domani alle 10 sarà allestita la camera ardente nell’aula consiliare del municipio mentre le esequie si svolgeranno alle 17,30 nella chiesa di S. Giuseppe. Arrigo entra nel Corpo nel 1954, alle Scuole centrali antincendi. Nel 1958 l’assegnazione al Laboratorio di difesa atomica del Centro studi ed esperienze, del quale diviene dopo poco direttore. Nel 1962 il trasferimento al Ministero dell’Interno, dove dirige la Sezione materiali e la Sezione energia nucleare e colonne mobili. Nel 1970 assume la direzione dell’Ispettorato organizzazione tecnica e logistica. Nel 1976, assume la direzione del Centro studi ed esperienze. Nel 1985 diventa il comandante delle Scuole centrali antincendi. Nel 1987 viene nominato dirigente generale ed assegnato al Cnr con compiti di studio e di normazione in materia di sicurezza. Il primo agosto 1991 lascia il servizio per raggiunti limiti di età. Da anni riveste la carica di Presidente onorario dell’Associazione nazionale dei Vigili del Fuoco. Il nome dell’ing. Mario Arrigo è strettamente legato alla nascita e allo sviluppo delle attività dei Vigili del Fuoco sull’uso pacifico dell’energia nucleare.
Il suo impegno e la sua passione per il settore nucleare, hanno permesso la realizzazione della rete nazionale di rilevamento della radioattività, completata nel 1966, e la creazione, nei primi anni Ottanta, grazie anche al contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di un sistema di rilevamento dall’alto della radioattività, effettuato con gli elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Abile scrittore, Mario Arrigo ha pubblicato due libri di ricordi, “Viaggio a Kabul” nel 2002 e “Metamorfosi” nel 2004. Così scrive della sua nascita in “Viaggio a Kabul”: “Il vagito esplose nella stanza, echeggiò lungo il corridoio, rotolò per la scala esterna dai gradini di pietra grigia locale”.

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