Roccalumera. La minoranza accusa: “In Consiglio ci hanno messo il bavaglio”. Il presidente Garufi: “Dite falsità”

Carmelo Caspanello

ROCCALUMERA – “Nella seduta consiliare con all’ordine del giorno l’approvazione del Bilancio di previsione è stato commesso un palese atto di illegittimità in quanto ai consiglieri di minoranza non è stato consentito di discutere alcune proposte relative all’importante strumento finanziario”. Lo sostiene il capogruppo di opposizione, Giuseppe Campagna, il quale ha aggiunto che il presidente dell’assemblea “non ha consentito ai consiglieri di potersi esprimere sulle richieste di ridurre al minimo l’aumento delle tariffe dell’acqua, dei rifiuti e della mensa scolastica. E di eliminare alcune spese, in particolare quelle dei telefonini del sindaco e degli assessori o addirittura – e il riferimento è anche al presidente del Consiglio – all’indennità di carica (56.587 euro), considerati gli ulteriori sacrifici imposti ai cittadini di Roccalumera con l’aumento delle tasse. In pratica – conclude Campagna – alla minoranza è stato messo il bavaglio, impedendogli di dare voce alla esigenze ed alle istanze della cittadinanza”. Perentoria la replica del presidente del Consiglio, Antonio Garufi: “Non posso fare altro che sorridere e fare alcune semplici considerazioni. Se mettere il bavaglio – incalza Garufi – significa aver permesso al capogruppo della minoranza consiliare di poter parlare per più di 40 minuti, malgrado il tempo previsto dal regolamento fosse di 10 minuti, oltretutto senza essere stato mai interrotto e facendo in modo che completasse il suo intervento, allora l’ho fatto: ho messo il bavaglio. Se pretendere il rispetto del regolamento e delle procedure, significa commettere gravi atti di illegittimità, allora sì, li ho commessi. La verità – sbotta il presidente – è un’altra. Ormai da un po’ di tempo a questa parte – evidenzia – si sta cercando di fare in modo che i Consigli comunali diventino momento di spettacolarizzazione per esaltare tutta una serie di esternazioni e dichiarazioni prive di fondamento e dei normali presupposti che devono regolare il confronto democratico all’interno di un civico consesso. Così come ho sempre detto, ai nostri concittadini interessano le cose concrete e soprattutto una politica del fare e non quella dei comunicati stampa e delle verità distorte”.  Garufi ha concluso sostenendo che le dichiarazioni rilasciate dalla minoranza il giorno successivo alla seduta “confondono i cittadino sui fatti e sugli avvenimenti discussi e dibattuti in aula. Tutti hanno modi di constatare la realtà dei fatti attraverso le riprese video della riunione”.

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